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Strage Erba, Gallorini: “Frigerio parlò di Olindo, mai suggerito o convinto nessuno”

Di Redazione |

“Come risulta agli atti, io ho sentito i coniugi Romano la notte stessa dell’evento, successivamente alla perquisizione. Noi facciamo la perquisizione e in quella occasione li abbiamo accompagnati in caserma e li abbiamo sentiti a spontanee dichiarazioni testimoniali su quello che avevano fatto. Quei verbali li abbiamo mandati in procura e quella è stata l’unica occasione in cui ho parlato con i coniugi Romano” precisa. L’incontro con Frigerio è legato a un’altra esigenza investigativa. “Nel pianerottolo dell’androne dove fu rinvenuto il corpo senza vita di Raffaella Castagna erano stati trovati alcuni oggetti, tra cui un ponte dentale e bisognava risalire al proprietario. Fui autorizzato dal pm a un colloquio investigativo: il colloquio è tutto registrato, anche se è difficilmente udibile perché Frigerio parlava male” a causa della ferita alla gola inferta dall’aggressore.

“Nella registrazione dico che avrei ripetuto quello che Frigerio diceva per rendere chiaro il colloquio. Il colloquio durò un tempo sufficientemente lungo, è registrato, e rientrato in sede ho redatto un’annotazione con le modalità del colloquio e quello che Frigerio disse, cioè ‘poteva essere l’Olindo’. Nel momento in cui io ho udito questa cosa interruppi il colloquio, perché ritenni la cosa così importante che era necessario che il pm sapesse e valutasse” spiega Gallorini. “Ciascuno ha diritto di dire quello che ritiene opportuno, ma in tutta questa storia mi sorprende che vengano inseriti elementi di falsità. Si possono attaccare le indagini, ma non le persone e la loro correttezza: non ho suggerito o convinto nessuno. Io ho servito l’Arma per 48 anni e questo non si fa per cercare carriera, ma perché si ama il proprio lavoro, si cerca e si crede nella giustizia” conclude Luciano Gallorini.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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