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Tomasi: “Tunnel utile a ricostruire rapporto con territorio”

Di Redazione |

Genova, 4 mar. – “Per noi questa è una giornata importantissima. Grazie ai lavori che oggi iniziano, si darà vita non solo ad una grande opera infrastrutturale ma anche ad un’opera di ricostruzione del rapporto con il territorio, dopo quanto accaduto nell’agosto del 2018”. Con queste parole Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia (Aspi), è intervenuto nel corso dell’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del tunnel subportuale di Genova, che modificherà sensibilmente la viabilità della città. Presenti all’inaugurazione dei lavori il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il sindaco di Genova Marco Bucci e il governatore della Liguria Giovanni Toti.

“Per quanto riguarda la grande opera del tunnel subportuale, prevederà due gallerie naturali di 3,4 chilometri, otto bypass, due cameroni, due rampe, sei piccoli viadotti e due gallerie artificiali – spiega Tomasi – È la più grande opera subportuale italiana, ma si configura come tunnel subportuale cittadino più grande in Europa e quarto per dimensione di diametro”. “Voglio sottolineare il grande supporto da parte del Consiglio superiore dei Lavori pubblici e del Mit, in quanto questo sì sarà uno dei progetti più tecnologicamente avanzati a livello europeo. Lo abbiamo suddiviso in due lotti, così da poter dare continuità alle attività quotidiane. Attualmente è attivo il lotto 0 – precisa l’ad di Aspi – Con la giornata di oggi vengono attivati i lavori del Lotto A, per poter poi fare lo scalo in galleria, che verrà ultimato alla fine del 2026 e il lotto B, che coincide con la realizzazione dell’opera, ad agosto 2029”.

“Dopo che nel maggio del 2022 era avvenuta la definizione del nuovo piano economico e finanziario della società e questo protocollo era diventato operativo – spiega Tomasi – sono stati sviluppati i progetti e a giugno 2023 sono iniziate le attività del lotto 0, per poi arrivare a dicembre 2023 con tutti gli iter autorizzativi e la valutazione d’impatto ambientale – sottolinea Tomasi – Credo che sia per complessità dell’opera che per velocità dell’iter autorizzativo, non abbia eguali. Siamo riusciti a fare questo grazie al contributo di tutti: grazie al contributo del ministero delle Infrastrutture, il contributo del ministero dell’Ambiente e il contributo di tutte le istituzioni territoriali che hanno supportato questo iter autorizzativo”.

“Mentre si discuteva dell’iter autorizzativo, il progetto esecutivo del Lotto B veniva realizzato e oggi il progetto del lotto A definitivo è già completamente realizzato – continua – Questo ci consentirà in meno di un anno di poter aprire i cantieri e di poter quindi rispettare la tempistica prefissata”.

“Un’opera di questo tipo ha un vantaggio incommensurabile, che va al di là della velocità di realizzazione: 800 milioni di euro per quanto riguarda gli aspetti trasportistici – illustra l’ad di Aspi – oltre 600 milioni di euro di rivalorizzazione del territorio genovese, più di un milione di ore di viaggio risparmiato, circa 800 milioni di euro di impatto positivo per il settore produttivo e il rapporto costi-benefici è assolutamente favorevole, in quanto investiamo 1 per poterne portare 3 di vantaggio”.

“I posti di lavoro che apporta un’opera come questa sono, tra diretti e indiretti, circa 5000 per tutto il periodo di esecuzione delle opere. Se poi vogliamo guardare alla sostenibilità ambientale, non c’è un solo elemento a sfavore. Sia per la qualità dell’aria sia per il rumore, sono tutti a vantaggio della cittadinanza. Importante anche la tutela delle acque, che si interseca quindi con la protezione idrica di questa città, che dovrebbe essere uno dei temi più delicati”, conclude.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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