English Version Translated by Ai
26 marzo 2026 - Aggiornato alle 07:07
×

Agrigento Capitale della Cultura 2025, tra miracoli mancati e ombre: il j'accuse della Corte dei conti

L'elenco delle criticità e dei dubbi resta lungo e preoccupante, stampato a pagina 139 e 140 delle 144 che compongono il referto dei magistrati della Sezione di controllo

15 Settembre 2025, 14:28

Screenshot

Screenshot

Seguici su

Qualche passo in avanti, secondo la Corte dei conti, è stato pure fatto. Anche grazie alla scelta del presidente della Regione Renato Schifani di inviare al vertice della Fondazione l'ex prefetta Maria Teresa Cucinotta. Ma forse, per salvare l'anno di Agrigento capitale italiana della Cultura, sarebbe servito un miracolo. E così, nonostante le rassicurazioni fornite dal vertice dell'ente che ha il compito di gestire gli eventi, l'elenco delle criticità e dei dubbi resta lungo e preoccupante, stampato a pagina 139 e 140 delle 144 che compongono il referto dei magistrati della Sezione di controllo.

Un elenco parzialmente addolcito dal riconoscimento per il cambio di passo di una Fondazione che «ha superato le elevate conflittualità interne con l’avvalimento delle migliori professionalità provenienti dall’alta dirigenza dello Stato, le quali hanno - con piena ed inconfutabile evidenza - apportato un rilevante contributo all’efficienza amministrativa ed al miglioramento della trasparenza finanziario contabile della gestione in corso». Un riferimento che appare chiaramente indirizzato all'ex prefetto Cucinotta, che ha manifestato «leale collaborazione» anche in occasione dell’udienza del 16 luglio. Sforzi, però, che non hanno consentito di allontanare del tutto le ombre. Che restano tante e scure. Per la Corte dei conti, infatti, sussiste «una molteplicità di profili di criticità afferenti alla fase organizzativa, programmatoria ed attuativa, dai quali discendono dubbi ed incertezze sulla attuale ed effettiva realizzazione dell’obiettivo primario dell’azione amministrativa».

A cominciare dall'incertezza «sull’adeguatezza, sulla corrispondenza e sul coordinamento delle attività gestionali di attuazione, rispetto ai contenuti dei 44 progetti indicati nel dossier della candidatura, sul fondamento dei quali la Città di Agrigento ha conseguito il titolo di Capitale della Cultura 2025». Sulla stessa realizzazione degli eventi viene registrata «confusione e commistione tra le attività». I magistrati hanno accertato anche «rilevanti ritardi nella rendicontazione delle somme utilizzate a valere sui finanziamenti rispettivamente, statali (Ministero Cultura) e regionali»: in sostanza, non è chiaro come verranno «pagati» i costi dei progetti, né a che punto si sia giunti con i pagamenti stessi. C'è poi il tasto caldo delle infrastrutture, venuto «a galla» anche in occasione della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mancherebbe, infatti, il «coordinamento tra le attività progettuali (a finanziamento statale e regionale) con le altre attività indicate nel dossier di candidatura per il miglioramento dello stato delle infrastrutture destinate alla fruizione logistica degli eventi ed alla migliore recettività dei flussi da ospitare nell’arco temporale dell’iniziativa».

Manca anche un sistema di controllo e quello per la verifica dei costi e dei risultati. E ancora, i magistrati invitano a migliorare, anche dal punto di vista amministrativo e contabile, i rapporti tra Fondazione e Comune di Agrigento, oltre a individuare «misure e soluzioni di efficientamento delle iniziative, utili e idonee ad accelerare l’attuazione dei progetti», oltre alla possibilità di misurare come gli eventi stiano concorrendo a centrare l'obiettivo legato al ruolo di Capitale della cultura. Per i magistrati, poi, è opportuno prevenire i «costi inutili e/o diseconomici». In quest'ultimo caso, fanno esplicito riferimento all'evento di inaugurazione che si è svolto al Teatro Pirandello, alla presenza di Mattarella. Erano giorni caldissimi e anche «bagnati», a dire il vero. Prima la pioggia dentro il teatro che ha costretto a riparazioni last minute, poi l'ancora più urgente intervento del Genio civile sulle strade di Agrigento che sarebbero state attraversate dal corteo presidenziale. Un'inaugurazione costata 132 mila euro, quasi la metà dei quali (62 mila) solo per la cerimonia al Teatro Pirandello, e il resto per rimborsi spese di viaggio di dipendenti, artisti, curatori e partecipanti a vario titolo alla kermesse.