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Coronavirus, storia da libro cuore per due fratelli di Calamonaci

Di Enzo Minio |

La loro storia toccante sembra uscita dalle pagine di una fiaba o del libro “Cuore”. Giusy e Carmelo per oltre tre mesi sono stati protagonisti di una vicenda umana che ha commosso tanta gente, non solo nel loro paese natale, a Calamonaci. Il fratello e la sorella. Lei, 24 anni studentessa di sociologia, va a Pisa per un trapianto perché affetta da leucemia mieloide. Lui, 21 anni, studente di Scienze e Tecnologie Agrarie, la segue perché donatore. Tra loro, c’è la giovane madre che li assiste. Il giovane, tra un esame e l’altro per la donazione, va avanti ed indietro tra la Toscana e Calamonaci, si scopre positivo, asintomatico e va in quarantena.

Oggi la situazione è decisamente avviata a buon fine. “Tra poco supererò i cento giorni dall’intervento, sono già uscita dall’ospedale “Santa Chiara” di Pisa dove dovrò restare ancora per qualche settimana per gli esami finali – ci dice al telefono Giusy – potrò tornare tra breve in Sicilia, anche se tutta la famiglia mi è stata vicina in Toscana”. “Tutto ormai volge al meglio – ci racconta Carmelo – anch’io, dopo un ultimo esame, torno a Calamonaci, dove dovrò osservare un altro periodo di quarantena e dovrò sottopormi ad un altro tampone finale. E’ stata dura soprattutto per le dovute restrizioni finalizzate ad evitare il contagio, specie per mia sorella, la più a rischio”.

La storia comincia all’inizio dell’anno quando Giusy parte per Pisa per il trapianto e quando viene raggiunta da Carmelo per la donazione delle cellule staminali. La ragazza sta in ospedale e il fratello per gli esami di routine va avanti e indietro da Calamonaci. Ad uno dei controlli medici toscani, in ospedale, Carmelo è positivo, ma è asintomatico. Scoppia un piccolo dramma in famiglia perché si teme per la salute della ragazza. Anche in Sicilia, a Calamonaci e a Ribera, dove il giovane è tornato per fare degli esami universitari a Palermo, si teme il peggio. Una quarantina di persone, in contatto con Carmelo, vanno in quarantena e vengono sottoposti ad uno screening di tamponi. I risultati sono stati felici. Nessuno è risultato positivo.

A Pisa succede che i tre familiari, la madre e i due figli, soggiornino in abitazioni diverse per evitare l’eventuale contagio. La ragazza guarisce giorno dopo giorno, il fratello, che non ha mai avuto alcun sintomo, risulta negativo e, per fortuna, la madre non è stata mai interessata dal coronavirus. Tutta Calamonaci è stata vicina alla famiglia. Parenti ed amici hanno offerto la loro solidarietà e hanno tenuto i contatti periodici. Perfino il sindaco Pino Spinelli ha mandato alla ragazza delle mascherine perché ne era priva, quando si doveva spostare tra casa e l’ospedale. Lo stesso prof. Antonio Frisoli, ordinario di ingegneria della Scuola Superiore” Sant’Anna” di Pisa, ha fatto un’ulteriore donazione di dispositivi di protezione alla ragazza. Una storia avviata a lieto fine.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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