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Di Mauro: “Il tesoretto dello Stato va diviso a tutti i comuni siciliani…non soltanto a due”

Il vicepresidente dell'Ars: La Pandemia ha reso tutti gli enti locali più poveri. Pertanto, tutti hanno uguale diritto"

Di Gaetano Ravana' |

«Nessuna preclusione alle necessità di Palermo e Catania ma il dovere di agire, in quanto rappresentanti di tutti i cittadini siciliani, in assoluta sinergia con il Governo regionale, alla definizione di una scelta di campo più ampia e condivisa che avrebbe permesso a tutti i 391 comuni siciliani di poter adeguatamente e proporzionalmente fronteggiare l’emergenza in corso».  

A dichiararlo in una nota è il vicepresidente dell’Ars Roberto Di Mauro (Mna) che ha voluto anche chiarire la dinamica dei fatti nella successione della tornata d’aula notturna di ieri: «L’iniziativa estemporanea resa nota soltanto alle 2 di notte in corso di approvazione della manovra correttiva, dal Governo regionale, non preceduta da alcun momento di condivisione con il Parlamento regionale, ed il mancato impiego ad oggi delle dotazione, pari a circa 45 milioni, immediatamente spendibile dalla Presidenza della Regione per far fronte a qualsiasi emergenza sanitaria, sono purtroppo espressione di una visione parziale e lontana dalle reali necessità di tutto il territorio regionale di cui il Parlamento ne costituisce l’espressione».

«In materia di gestione dei rifiuti, il cui costo, val la pena ricordare, andrebbe coperto dal gettito della TARI, l’intero territorio regionale vive una condizione emergenziale senza precedenti che investe ogni comune siciliano. Alla luce del quadro delineato, è apparso incoerente circoscrivere il sostegno finanziario alla gestione dell’emergenza rifiuti in atto alle sole città metropolitane che, indubbiamente, per effetto della maggior densità di popolazione, vivono un disagio amplificato, ma non per questo di minor importanza rispetto alla analoga condizione vissuta dagli altri comuni siciliani».

Di Mauro inoltre ha chiarito la genesi delle cifre che si sono rese disponibili : «Nelle more della definizione di appositi tavoli tecnici, il Governo regionale ha richiesto allo Stato con nota del 2 agosto, così come fatto per la copertura degli impegni di spesa “congelati” nella legge di stabilità 2022/2024, di poter utilizzare le somme accantonate relative al riconoscimento sulle minori entrate COVID assegnate dallo STATO, per un importo pari a 405 milioni. Tale compensazione, rispetto a quanto dovuto dallo Stato in termini di retrocessione del gettito delle accise sui prodotti petroliferi consumati in Sicilia, ha offerto al Governo regionale la possibilità di reperire risorse finanziarie da destinare alla realizzazione di taluni specifici obiettivi: 95 milioni per investimenti tecnologici nel settore sanitario; 30 milioni maggiori costi energetici nel settore sanitario 150 milioni per emergenza rifiuti nei comuni di Palermo e Catania 110 milioni in infrastrutture sanitarie nuove. Si è ritenuto, nel corso dell’approvazione della recente manovra correttiva, di non condividere le specifiche destinazioni proposte, evitando di fare due pesi e due misure. È a tutti nota la grave condizione finanziaria in cui versano buona parte dei comuni siciliani, costretti a garantire i servizi pubblici ai propri cittadini in una condizione spesso prossima al default finanziario. Il rincaro dei costi energetici, inoltre, non agevola le condizioni finanziarie degli enti locali e del sistema sanitario regionale».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA