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Agrigento

“Nuovo Assegno unico: meno soldi per un milione di figli. La politica in Italia mostra scarsa conoscenza del paese reale”

Il segretario generale del sindacato in provincia di Agrigento, Gero Acquisto: "Non esiste ancora completa consapevolezza tra i lavoratori dipendenti dell'altra grande iniquità di questa riforma: la perdita delle anticipazioni in busta paga degli assegni e delle detrazioni"

Di Gaetano Ravanà

“La massima autorità dei conti pubblici, l’Ufficio parlamentare di bilancio, conferma le preoccupazioni che abbiamo espresso già da ottobre: si tolgono risorse ai più poveri, a chi ha comprato casa e a chi ha un ISEE un po' più alto perché paga le tasse, per darle a chi le tasse non le paga, a chi è benestante e non intende presentare l'ISEE".

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Lo sostiene il segretario generale della Uil agrigentina, Gero Acquisto, che sposa in pieno le dichiarazioni del leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che ha lanciato in più occasioni un allarme rosso sull'assegno unico, il nuovo sostegno economico per le famiglie con figli a carico studiato per rimettere ordine e riunire in una sola prestazione tutti i contributi a favore della genitorialità.

"L'assegno unico è una bomba sociale. Da gennaio - continua Acquisto - molti lavoratori rischiano di non vedere più 200 euro netti in busta paga. Siamo anche molto preoccupati in quanto c’è il rischio che si determinino gravi ritardi a danno di chi guadagna 8-900 euro al mese e che potrebbe trovarsi con meno soldi in busta paga perché gli attuali assegni familiari verranno meno e non saranno sostituiti in tempo dal nuovo assegno unico. Alle reiterate denunce della Uil sulle iniquità introdotte con la riforma dell'assegno unico universale, il governo ha timidamente risposto introducendo nella riforma una “finta clausola di salvaguardia” che però non si applica a tutti e che, per giunta, avrà solo 12 mesi di efficacia.”

“Con la riforma pronta ad entrare in vigore - continua ancora Acquisto - oltre un milione di figli a carico di 746.000 famiglie italiane (il 10% del totale) percepiranno, infatti, un sostegno più basso del precedente, con una perdita annua media di 503 euro a famiglia e 362 a figlio. Inoltre, come la UIL denuncia da mesi, non esiste ancora completa consapevolezza tra i lavoratori dipendenti dell'altra grande iniquità di questa riforma: la perdita delle anticipazioni in busta paga degli assegni e delle detrazioni. L'assegno unico costerà 18,2 miliardi, con un guadagno medio annuo per nucleo di 1.016 euro e di 684 euro per figlio; di questi 18,2 2 miliardi saranno introdotte nuove risorse per 6,8 miliardi, il resto sarà recuperato dalle misure in vigore che vengono cancellate: detrazioni, assegni familiari, bonus bebè e bonus mamma. La misura nasce dalla legge delega numero 46 del primo aprile scorso, da questa è scaturito il decreto legislativo che il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il 23 dicembre. L'assegno debutterà a marzo, ma già da gennaio sarà possibile fare domanda telematica a Inps corredata di Isee. I soldi arriveranno via bonifico e l'importo sarà progressivo, ovvero calante al crescere dell'Isee. Contiamo su un riesame della nuova misura da parte della Ministra Bonetti e del governo, perché la UIL metterà in campo tutte le iniziative utili a correggere questa legge, per noi ingiusta, pensata e realizzata da chi ha dimostrato di avere una inadeguata conoscenza della condizione economico-familiare e poca pratica con il paese reale.”

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