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Agrigento

"Patto di stabilità? No grazie". Nuova battaglia della Uil

Il segretario generale della provincia agrigentina, Gero Acquisto: "E' il momento di dire basta, l'agrigentino continua a svuotarsi e arrivano chiamate di lavoro ridicoli"

Di Gaetano Ravanà

"Patto di stabilità? NO, grazie! È il momento di superare questo modello di sviluppo e crearne uno più giusto e equo". Lo dichiara il segretario generale della Uil agrigentina, Gero Acquisto che continua: "La decennale politica di austerità europea e i conseguenti provvedimenti che hanno inciso sui rapporti di lavoro - dice ancora Acquisto - non hanno fatto altro che rendere instabile l’occupazione, ridurre i diritti, accrescere le diseguaglianze e dilaniare il tessuto economico e sociale del nostro Paese. Lo confermano i dati Istat ed Eurostat. L’Europa, dunque, deve cambiare strategia ed ecco perché la Uil chiede una profonda revisione della governance economica. Una richiesta che abbiamo deciso di sostenere con la campagna “Patto di stabilità? No, grazie!”: stiamo inondando i social con questa rivendicazione e la nostra mobilitazione digitale e mediatica punta a coinvolgere l’opinione pubblica e i decisori politici per convincere l’Europa a fare questo passo".

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Il Segretario della Uil agrigentina,  sottolinea la necessità di riforme “ se oggi ci guardiamo intorno riusciamo a percepire l’aria di cambiamento che è divenuta necessaria ed impellente. Continuo a sentire persone che vengono chiamate per un giorno di supplenza nelle scuole a chilometri di distanza da casa e che possibilmente accettano nella speranza di riuscire a fare un giorno in più di lavoro. Nella nostra bella ma disastrata provincia è diventato un lavoro presentare candidature ai diversi concorsi che , per fortuna ,vengono banditi un po’ più numerosi. Noto con piacere come anche in altri Paesi le cose stiano cambiando, la Spagna sta rivalutando la contrattazione collettiva cercando di eliminare il precariato, senza togliere flessibilità alle aziende. Mi auguro che qualcosa del genere possa avvenire anche da noi per il bene della collettività. Questo sostanzialmente aiuterebbe molto a rinvigorire alcuni settori come quello del turismo. Aiutare i lavoratori e le imprese è quello che serve per la ripresa, soprattutto di piccoli territori come la provincia di Agrigento che è stata profondamente segnata da questa pandemia e ha bisogno di un impegno concreto ”.

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