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Agrigento

Chiese le dimissioni del Commissario dell'Asp di Agrigento

Pronto soccorso in tilt, mancanza di medici e paramedici nonché infermieri, mancano perfino le barelle. Il Centro di Bioetica Evangelium Vitae traccia un quadro fallimentare

Di Gaetano Ravanà

Il Centro di Bioetica Evangelium Vitae avendo a cuore il rispetto della persona, soprattutto ammalata, non può chiudere gli occhi dinanzi alla situazione della sanità nella provincia di Agrigento, giunta ormai al collasso, tanto che il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, riteniamo che sia calpestato per la mancanza personale medico e sanitario, per le carenze igieniche, per le lunghissime ore di attesa nei pronti soccorsi, addirittura con anziani, ultra ottantenni, costretti a sostare, nel caldo infernale, lunghissime ore, subendo uno stress psicologico gravissimo che incide sulla precaria salute dello stesso paziente.

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"E diciamolo pure con franchezza - dice il presidente Vincenzo Di Natali - è divenuta prassi disturbare gli amici influenti al fine di accorciare i tempi delle visite o per ottenere una singolare attenzione. Non è sostenibile in un Paese democratico, civile come l’Italia che tutto questo avvenga, soprattutto in una provincia dove il servizio costa centinaia e centinaia di milioni di euro. Nelle precedenti settimane, il nostro Centro di Bioetica, nello spirito della collaborazione, ha sollecitato il Presidente dell’Asp di Agrigento di avviare le iniziative opportune, ma ci siamo accorti che la situazione non migliora per niente, tanto da essere costretti a chiedere le sue dimissioni per il bene della salute dei cittadini. Dinanzi al diritto sacrosanto alla salute, garantito dalla Costituzione, nessuna logica spartitoria politica di basso livello può reggere al confronto. Dinanzi al diritto sacrosanto alla salute, nessuna incompetenza può essere tollerata. Noi desideriamo conoscere i tempi, le modalità, le strategie in atto per consentire di avere un servizio sanitario davvero europeo e non da Terzo Mondo".

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