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Agrigento

Disabilita, nell'agrigentino siamo quasi all'anno zero

Il segretario provinciale, Giovanni Miceli: "Nella Giornata internazionale per le persone disabili, ricordiamo alle istituzioni che bisogna abbattere le barriere architettoniche. Il sindacato pronto a fare la sua parte"

Di Gaetano Ravana'

Le persone con disabilità rappresentano oltre il 5% della popolazione italiana. Sono oltre 3 milioni di persone, di cui 1,5 milioni sono anziani over 75 anni. Anche e non solo per questo, come Uilpensionati è necessario continuare a battersi per la loro piena ed effettiva inclusione all’interno della società.”

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Il segretario provinciale della Uil pensionati di Agrigento, Giovanni Miceli, sposa in pieno quanto afferma Carmelo Barbagallo, Segretario generale Uil Pensionati, ed in occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità, accende i riflettori sulla nostra provincia relegata, purtroppo, agli ultimi posti in Italia per quando riguarda, in primis, l'abbattimento delle barriere architettoniche.

"Bisogna fare di più, tutti dobbiamo fare di più per fare si che un disabile possa avere una vita agevole - dicono Miceli e il segretario generale della Uil agrigentina, Gero Acquisto - Chiediamo che non ci siano più discriminazioni di alcun genere sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista lavorativo. Per questo occorre perseguire, quale obiettivo primario, l’abbattimento di ogni forma di barriera: culturale, architettonica, cognitiva, sensoriale e lavorativa. Come dice ancora il nostro segretario regionale dei pensionati, Barbagallo, solo costruendo un nuovo approccio multisettoriale, che metta al centro la persona, si possa migliorare la qualità della vita e del benessere delle persone con disabilità. Noi come sindacato ci batteremo sempre al fianco dei disabili e, fin da adesso, ci mettiamo a disposizione degli enti locali che abbiano voglia di trasformare le loro comunità in città vivibili, a mi

Le Legge delega sulla disabilità indesso è importante arrivare in fretta all’emanazione della Legge quadro nazionale sulla non autosufficienza, che superi la frammentarietà degli interventi e colmi i divari territoriali, perché la non autosufficienza non può essere legata all’età ma alla condizione delle persone.”

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