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Agrigento

Interessante Consiglio Confederale della Uil agrigentina

Il segretario provinciale, Gero Acquisto: "La Pandemia ha causato tantissimi disagi e perdita di posti di lavoro, non ci saremmo mai aspettati anche la guerra. In questo momento, all'agrigentino servono risposte forti"

Di Gaetano Ravanà

Si è svolto, nella sede provinciale della Uil di Agrigento, il Consiglio Confederale per l’avvio dei lavori programmatico/sindacali che porteranno il 3 giugno prossimo alla celebrazione del XVIII Congresso Confederale Territoriale UIL per la Provincia di Agrigento.

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L’incontro si è svolto alla presenza del Segretario Generale Gero Acquisto, della Segretaria Generale Regionale UIL Luisella Lionti in diretta video e del gruppo dirigente in rappresentanza dalle categorie sindacali presenti sul territorio.

Nella riunione si è condiviso il bilancio positivo degli obiettivi raggiunti nel quadriennio di segreteria della Uil Provinciale. Non senza evidenziare l’impatto devastante che la pandemia da covid-19 ha avuto anche nelle gestioni ordinarie delle attività sindacali nell’intero territorio.

“La pandemia - ha detto il segretario provinciale della Uil, Gero Acquisto - ci ha obbligati a vivere sospesi per due anni, tra un prima e un dopo che, oggi, in modo sempre più chiaro, capiamo essere un dopo totalmente diverso. Non è facile, e non sarà facile in questo prossimo futuro, plasmare la nostra quotidianità alle caratteristiche socio-economiche nazionali e globali con cui dobbiamo interfacciarci come individui e come collettività. La nostra segreteria ha saputo affrontare ed attraversare con coraggio gli ultimi due anni, dimostrando impegno e risultati per il territorio. Aspettiamo da anni che i Governi nazionali e regionali sviluppino politiche e azioni positive e meno proclami per il nostro Paese. Così, anche per la nostra Provincia agrigentina che non può ancora scontare il prezzo di un’incapacità della politica di lanciare nel panorama nazionale e mondiale le sue meraviglie storiche, archeologiche, ambientali, culturali, enogastronomiche e turistiche. Agrigento e gli agrigentini meritano, oggi più che mai, di uscire da questo impasse di arretramento infrastrutturale ed economico. Uscire dalla desertificazione sociale, che la nostra provincia ha visto concretizzarsi nei decenni, significa che la politica torni a confrontarsi con il sindacato e con il territorio. E se la pandemia ci ha costretti a sospendere nel tempo attività e progetti, è il recentissimo passato che ci ha procurato sconforto ed incredulità: assistere nel 2022 ad una guerra in Europa non lo immaginavamo neppure ipotizzabile. E’ ormai trascorso un mese dalla dichiarazione di guerra della Russia di Putin all’Ucraina. Una ferocia di scontri e combattimenti che hanno ribaltato ogni equilibrio geopolitico, economico e umanitario nella nostra Europa e nel mondo. Le ultime notizie ci dicono che l’uso di armi chimiche da parte della Russia è una reale minaccia reale; la Nato dal canto suo ha aggiunto che la violazione dei trattati cambierebbe la natura del conflitto e avrebbe «enormi conseguenze». La guerra ad oggi ha causato, in termini di vite umane spezzate, decine di migliaia di mila vittime. L'Europa e il mondo, in questo scenario di guerra e di dolore e di tensioni politiche, sono cambiati inesorabilmente. E’ fondamentale che la guerra sia fermata in favore dei colloqui e dei negoziati. Ed è in questa direzione che noi restiamo convinti e auspichiamo che l'Occidente resti unito nel progetto di pace e nella difesa della democrazia”.

Il Consiglio Confederale si è concluso con l'intervento di Luisella Lionti, Segretaria Regionale UIL Sicilia, che in diretta video ha rilanciato il ruolo prezioso dei servizi della nostra organizzazione in piena pandemia in tutto il territorio regionale. Ha elogiato la professionalità eccezionale degli operatori che in prima linea hanno lavorato e lavorano per un servizio di eccellenza in tutti gli uffici e le sedi provinciali della regione. Sulla guerra in Ucraina ha espresso tutta la tristezza e la drammaticità dello scenario cui nessuno era preparato. "Ma ancora una volta, come UIL, abbiamo provato a rispondere con immediatezza alle urgenze umanitarie del popolo ucraino: raccolta fondi e accoglienza dei profughi. L'ufficio Immigrazione della UIL Sicilia, celermente attivato dai primi giorni di conflitto, ha già assistito 400 profughi. Sulle tematiche sindacali ha ricordato le molte lotte e scioperi per cui si cerca di far fronte al rischio licenziamenti (vedi Almaviva). Sul fronte delle politiche nazionali, la Segretaria Regionale, ha voluto soffermarsi sulla inadeguatezza del sistema scuola italiano, nel quale basta riflettere su come, ancora oggi, un solo insegnante si trovi a dovere occuparsi della formazione di classi con 30 alunni. E così, a seguire della inadeguatezza della sanità siciliana che, durante la pandemia, esattamente come nel pre-pandemia, ha mostrato tutte le criticità".

Non ha risparmiato di trattare il dramma delle infrastrutture siciliane. Per concludere con il rilancio di un'azione sindacale sempre più sinergica, che sappia districarsi tra le innumerevoli difficoltà che ereditiamo da anni di incuria politica e drammi sopraggiunti con il covid-19 e la guerra in Ucraina. 

La Segreteria Regionale ha salutato il Consiglio Confederale soffermandosi sul valore e sul ruolo della donna all'interno della nostra organizzazione, in cui non potrà mai realizzarsi una piena condivisione e parità se non sarà reso possibile per le donne di ricoprire incarichi di dirigenza nel nostro Sindacato.

 

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