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Agrigento

Palma, è andato a fuoco l'albero di Natale: così è morta Ginevra

L'incendio in uno stabile di tre piani: salvati gli altri otto membri della famiglia

Di Franco Castaldo

A Palma di Montechiaro una bimba di due anni, Ginevra Gaia, è stata bruciata viva. Un incendio scoppiato in una palazzina di tre piani, abitata da una famiglia di 9 persone , nel quartiere Firriato tra le vie San Giuseppe e Mercadante.
L’incendio è divampato poco dopo le 20,30 per cause ancora in corso di accertamento e sulle cui origini stanno lavorando i vigili del fuoco. Sembra che a originare il corto circuito sia stato l’albero di Natale realizzato al terzo piano della palazzina abitata dai coniugi Manganello e dai loro figli, tutti minorenni (da 15 anni sino a due). Ma è un dato ancora da confermare. C’è anche chi ipotizza anche il malfunzionamento di una stufa. Saranno i vigili del fuoco e il Commissariato di Palma a chiarire questi aspetti.

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La piccola vittima, due anni, era l’ultimogenita e dormiva al secondo piano. Genitori e figli stavano tutti insieme quando è scoppiato l’incendio, che si è propagato molto velocemente grazie alla combustione di una tenda. Da quel momento è stata una corsa contro il tempo per mettere in salvo le nove persone intrappolate nell’edificio. La mamma della vittima e la zia che si trovavano al primo piano hanno subito cercato di raggiungere la bambina al piano superiore ma non sono riuscite a superare la micidiale barriera di fiamme e fumo.
Carabinieri, polizia, protezione civile e quattro squadre dei vigili del fuoco (anche alcuni volontari, i primi a intervenire) sono riusciti a tirare fuori da quella trappola mortale tutta la famiglia, tranne la piccola Ginevra Gaia. 

Disperazione, urla e sgomento. A quel punto, ha cominciato a prendere forma una tragica realtà che si è tramutata in certezza quando i vigili hanno trovato la bimba ormai morta, totalmente bruciata dalle fiamme. Una scena straziante anche per i più navigati. 
La Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, ha aperto un’inchiesta affidata al pm Maria Barbara Cifalinò, presente sul luogo della tragedia. L’intera palazzina è stata sequestrata.

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