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Agrigento

Ravanusa, si indaga sulle cause del disastro: sopralluogo del procuratore Vella e dei consulenti, danni per dieci milioni

Non filtra nessuna indiscrezione dagli inquirenti su quello che, al momento, sarebbe emerso. Zona rossa estesa a 40  mila mq

Di Redazione

Il procuratore aggiunto Salvatore Vella, il pm Sara Varazi, i consulenti tecnici della Procura di Agrigento e i vigili del fuoco hanno fatto un sopralluogo nell’area del cratere apertosi in via Trilussa a Ravanusa (Ag) dopo l’esplosione, sabato sera, di una condotta del metanodotto cittadino. Verifiche e accertamenti tecnici, svolti dagli ingegneri che sono i consulenti della Procura, si sono allargate anche a tutta la devastata area circostante. Non filtra nessuna indiscrezione dagli inquirenti su quello che, al momento, sarebbe emerso. Il sopralluogo non è ancora terminato e, dopo un breve stop e una riunione nell’attigua scuola, riprenderà. 

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Oggi intanto si svolgeranno i funerali solenni delle 9 vittime (10 con Samuele che è rimasto nel grembo di mamma Selene Pagliarello che oggi avrebbe compiuto 31 anni). Alle esequie - che saranno trasmesse in diretta dalla Rai -, che si svolgeranno a partire dalle ore 16,30 in piazzale Primo Maggio, davanti la chiesa Madre, saranno presenti il vice presidente della Regione Gaetano Armao e l'assessore regionale alle Autonomie locali Marco Zambuto. 

 

L’area rossa, quella inaccessibile dopo l’esplosione del metanodotto cittadino in via Trilussa a Ravanusa è passata dagli iniziali 10 mila metri quadrati circa a 40 mila circa. Secondo la nuova stima, fatta dalla Protezione civile regionale, circa l’ottanta per cento degli immobili controllati sarebbe inagibile o parzialmente inagibile. «Man mano che si va completando la ricognizione degli edifici si aggiornano i dati - ha spiegato l’ingegnere Carmelo Arcieri del dipartimento della Protezione civile regionale - . C'è una prima fascia che ha subito la maggiore devastazione, ed è quella dove s'è aperto il cratere e c'è stata l’onda d’urto e di calore determinato dall’esplosione. Poi c'è una seconda zona, con danno medio-grave, con edifici danneggiati strutturalmente, ma non collassati e poi l’ultima zona che ha avuto danneggiamenti più lievi su infissi interni, esterni e controsoffitti in gesso». 
 In corso di quantificazione anche la stima economica dei danni che sarebbe di almeno dieci milioni di euro, secondo il direttore generale del dipartimento regionale di Protezione civile Salvo Cocina. 
 

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