Omicidio Scopelliti, fermato il cognato che avrebbe così voluto tutelare la sorella

Di Redazione / 02 Novembre 2018

PALMA DI MONTECHIARO – Il pm della Procura di Agrigento, Emiliana Busto, ha emesso un fermo di indiziato di delitto, con l’accusa di omicidio, a carico di Raimondo Burgio, venditore ambulante di 35 anni cognato di Ignazio Scopelliti, il bracciante agricolo disoccupato che è stato ucciso ieri a Palma di Montechiaro (Agrigento). Burgio, che continua a negare ogni addebito, avrebbe esploso più colpi con una pistola calibro 9, un’arma legalmente detenuta che è stata ritrovata dai carabinieri. Il movente dell’omicidio è legato ai rapporti familiari. Scopelliti non si rassegnava alla separazione con la moglie, sorella di Burgio, e avrebbe tentato, anche con comportamenti molesti e minacciosi, di riavvicinarsi.

Il padre di Raimondo Burgio, un settantaduenne, è stato denunciato per favoreggiamento ed è stato rilasciato dopo nove ore di interrogatorio. Determinante anche un filmato di video sorveglianza di una palazzina che avrebbe ripreso gli istanti immediatamente successivi al delitto.

Ignazio Scopelliti è rimasto preda di 7 sette colpi di pistola, mentre sono stati una decina – quasi un intero caricatore – i proiettili esplosi.

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