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Ambiente

Rifiuti organici, nel nisseno apre il primo impianto per la produzione di biometano

Enersì Sicilia - di Snam - produrra gas grazie al recuperom della frazione umida dell'immondizia

Di Redazione

La società Snam ha inaugrato il primo impianto siciliano di biometano prodotto a seguito del recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, in contrada Grottarossa in territorio di Caltanissetta. L’impianto sorge  al km 3+725 della Sp 113 che collega Serradifalco a Delia. All'inaugurazione c'erano l’assessore regionale all’Energia Daniela Baglieri, il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino e ilpresidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani. Un impianto il cui progetto, anni fa, scatenò polemiche da parte di numerosi titolari di aziende agricole di Grottarossa.

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Secondo la Snam, «Enersi Sicilia è un progetto innovativo che prevede la realizzazione di un impianto di produzione di biometano e compost di qualità a seguito del recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Il biometano prodotto sarà immesso in rete come fonte di energia rinnovabile; il compost sarà utilizzato come ammendante compostato misto in sostituzione dei fertilizzanti chimici». L’azienda parla anche di vantaggi per il territorio per «occupazione e generazione di competenze con almeno 8 posti di lavoro permanenti e qualificati» e ancora di «investimenti sul territorio con un ritorno economico sulle aziende locali, che sono state coinvolte nella fase di cantierizzazione e daranno ora supporto all’operatività dell'impianto» e ancora di «risparmio per il cittadino e il Comune: per gli impianti di biometano da frazione organica dei rifiuti si prevede un risparmio rispetto ai costi di smaltimento del rifiuto organico, grazie a costi inferiori sia in termini di tariffa di conferimento all’impianto Enersi Sicilia sia di trasporto, per il fatto di non trasportare i rifiuti fuori dalla regione».

Secondo la Snam, inoltre, «la realizzazione dell'impianto all'interno del bacino di competenza di Caltanissetta accorcerà le distanze percorse dai mezzi che oggi trasportano il rifiuto organico prodotto localmente fuori provincia, minimizzando il traffico veicolare a lungo raggio, e quindi le emissioni in atmosfera». A supporto sono stati indicati anche dei numeri «con 3,6 mln Sm³ di biometano avanzato all'anno che equivalgono a più di 61 mln km percorribili da veicoli a metano, 2.500 auto a metano alimentate in un anno e un risparmio di 2.798 t di petrolio equivalente meno 7.000 tonnellate di carbon fossile fossile immessa in atmosfera». E ancora: l’impianto in provincia di Caltanisetta potrà recuperare circa 36.000 tonnellate/anno di Forsu e contribuirà a migliorare l'efficienza del sistema rifiuti della provincia, favorendo la riduzione dell'impatto ambientale, attraverso a un minor ricorso alle discariche e del trasporto rifiuti fuori Regione e dei costi per Comune e per i cittadini.


 «L'apertura dell’impianto per la produzione di biometano a Caltanissetta è un importante, ulteriore passo in avanti nell’azione complessiva promossa dal governo Musumeci sul fronte dell’energia da fonti rinnovabili», detto l’assessore regionale all’Energia Daniela Baglieri, questa mattina, all’inaugurazione dello stabilimento Enersi del gruppo Snam. 

«Questo progetto - ha aggiunto l’assessore - conferma il nostro impegno verso una piena transizione energetica. Proprio l'esecutivo regionale due anni fa inserì e pianificò all’interno del Pears (Piano energetico ambientale regionale) anche la produzione di biometano. Mi auguro che impianti di questo tipo possano essere promossi anche in altre zone della Sicilia. Il biometano, infatti, può dare un contributo essenziale alla riduzione di emissioni di anidride carbonica e alla gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti in un’ottica di economia circolare». La struttura inaugurata oggi produrrà biometano e compost di qualità dalla frazione organica (umido verde) dei rifiuti solidi urbani. L’impianto è in grado di gestire quasi 40mila tonnellate di rifiuti, fornendo ai Comuni del comprensorio una soluzione totalmente ecocompatibile al problema dello smaltimento». 

«La realizzazione di impianti come questo - conclude Baglieri - va comunque necessariamente accompagnata dall’aumento, in tutta l’Isola, della raccolta differenziata, che consente il riciclo di materiali, riduce gli sprechi e permette di conferire volumi sempre inferiori in discarica». 

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