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Dialogo tra i maestri del 900 e le incisioni rupestri

“Segni”: 82 opere originali (alcune molto rare se non uniche) esposte fino al 17 ottobre all’Antiquarium di Centuripe

Di Tiziana Tavella

Ottantadue opere tutte originali (alcune molto rare, quando non uniche), compongono “Segni”, mostra in cui i maestri del ‘900 europeo da Cézanne a Picasso, da Kandinskij a Miró, dialogano con le incisioni rupestri di Centuripe. Le opere esposte sino al 17 ottobre all’ Antiquarium, spazio espositivo appena inaugurato, propongono un percorso nell’opera dei Peintres-graveures (pittori-incisori) dalla fine dall’Ottocento al secondo dopoguerra, con l’intenzione di sottolineare il ruolo delle tecniche di stampa nell’evoluzione dei linguaggi, degli stili e delle modalità espressive dei movimenti avanguardistici europei del secolo scorso e dei loro esponenti.

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Una sorta di “riassunto” della storia dell’arte del primo Novecento europeo che inizia simbolicamente alla fine dell’Ottocento, con l’opera di personaggi chiave per gli sviluppi dell’arte nei decenni successivi – su tutti Paul Cézanne e Toulouse-Lautrec – per proseguire poi tra i vari movimenti d’avanguardia e i loro principali interpreti: da Picasso a Matisse da Pechstein a Dix da Kandinskij a Klee da Miró a Giacometti da Hartung a Dubuffet, da Vedova a Fontana. Una panoramica esaustiva della scena artistica europea di questo periodo storico, che testimonia, attraverso i fogli di alcuni autori del tempo, l’importanza della stampa d’arte come mezzo espressivo autonomo, uno strumento prezioso nella loro ricerca a cui affidare le sperimentazioni tecniche più ardite e importanti passaggi stilistici.

Curatrice della mostra, prodotta da Vidi Cultural srl , è Simona Bartolena mentre il progetto è di Enrico Sesana. L’idea dell’esposizione nasce non solo per inserire Centuripe nel circuito dei grandi centri espositivi siciliani, ma anche con l’idea di valorizzare il patrimonio culturale ereditato.

«Nella politica culturale dell’amministrazione che ho l’onore di rappresentare - dice il sindaco Salvatore La Spina - non poteva mancare un centro espositivo. Ragione per cui ho ritenuto indispensabile cambiare la destinazione d’uso di una porzione della Casa Comunale e riaprire uno spazio che, fino al Duemila, custodiva “l’Antiquarium” cittadino, dotando Centuripe di un centro di mostre temporanee che potesse essere, insieme al ricco patrimonio artistico e archeologico, volano per lo sviluppo culturale con inevitabili ricadute nel settore turistico del paese.Un progetto che mette in rete tanti attori da ogni parte d’Italia con i nostri giovani di Centuripe, ed è stato reso possibile grazie al supporto di tante aziende del nostro territorio che hanno creduto in noi. Mi auguro che questo sia solo l’inizio di una vera rinascita».

L’idea del dialogo tra i Maestri della grande arte europea del Novecento come Picasso, Matisse, Mirò, Kandinskij, con il patrimonio custodito nel nostro territorio, si realizza facendo proseguire la mostra all’esterno delle mura dell’ex Convento Agostiniano, nel suggestivo “Riparo Cassataro” un agglomerato di rocce arenarie, scoperto nel 1976: dove alcuni “Segni” lasciati dagli antenati nel periodo Neolitico e nell’età del Bronzo sono stati per molti artisti presenti in mostra fonte di ispirazione culturale ed estetica. Le pitture rupestri preistoriche del Riparo Cassataro, creano così un inedito confronto con alcune delle opere esposte, su tutte il celebre “Toro” di Picasso.

«Per questo importante evento - aggiunge La Spina - vorrei ringraziare l’assessore Regionale ai Beni Culturali Alberto Samonà che ha creduto in questa nostra utopia; l’Ars e l’assessorato al Turismo per i generosi contributi; l’Istituto Alberghiero Don Pino Puglisi, per aver messo a disposizione i propri studenti; gli sponsor senza i quali questa mostra non avrebbe potuto nascere: LuxEsco e Barbera International; Verzì caffè e il Consorzio Utenza Acqua Aragona per il loro contributo e Crimi per l’edilizia per il supporto tecnico».

La Spina ha voluto ringraziare i centuripini per il loro sostegno: «Meritano - dice - di vivere in un luogo di cui sentirsi orgogliosi».

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