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Sant'Agata d'estate, un abbraccio in sicurezza

Dalle 10 alle 21 di domani e dalle 8 alle 13 di martedì i fedeli potranno visitare la cattedrale per pregare davanti alle reliquie

Di Sonia Distefano

A Catania cresce l’attesa per l’abbraccio estivo con la Santuzza. I mesi della pandemia, hanno impegnato il Comitato della Festa di Sant’Agata in una nuova pianificazione della sicurezza con diversi tavoli tecnici in Prefettura, e che hanno portato al comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e alla redazione del piano Safety.

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Nei due giorni di agosto dedicati ad Agata tutto è incentrato sulla possibilità di venerare le sacre reliquie. Dalle 10 alle 21 di domani e dalle 8 alle 13 di martedì i fedeli potranno visitare la cattedrale per pregare davanti alle reliquie custodite nell’argenteo scrigno posto sull’altare maggiore. Si tratta di un’occasione importante, intesa dal Comitato e dai devoti quale segno di speranza e rinascita verso la festa. Sarà invece possibile alle 18 di martedì assistere in streaming alla Messa che sarà celebrata alla presenza del busto reliquiario. Non ci saranno processioni e le candelore rimarranno esposte nella chiesa di San Nicola. Il percorso di camminamento verso la Cattedrale avverrà attraverso via S. M. Del Rosario, con due canali di accesso, costituiti da via Raddusa e via S. Agata. Così si giungerà su via Vittorio Emanuele II, all’ingresso laterale del cortile della Cattedrale e da qui i fedeli affluiranno verso l’ingresso della navata est della chiesa. Piazza Duomo resterà accessibile da tutte le vie che vi confluiscono, fatta eccezione per via Etnea che consentirà il solo passaggio verso Piazza Università; da questa si potrà arrivare a Piazza Duomo attraverso via Roccaforte e via Marletta.

Sarà predisposta una adeguata informazione sulle misure di prevenzione; saranno riorganizzati gli spazi per consentire l’accesso in modo ordinato e contingentato, al fine di evitare assembramenti e per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. In considerazione del contesto, tutti i visitatori dovranno indossare la mascherina (per i bambini varranno le norme generali). Tutti dovranno indossare la mascherina lungo il percorso, anche all’interno della Cattedrale.

Ma i sentimenti che albergano nei cuori dei catanesi sono tanti e si nutrono delle memorie tramandate di generazione in generazione. Con le celebrazioni di agosto Catania ricorda il rientro delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli avvenuto nel 1126. Comunemente viene indicata come festa del patrocinio, anche se in realtà il patrocinio di Sant’Agata veniva celebrato a luglio per ricordare la liberazione di Catania dalla peste del XVII secolo.

«In quella occasione – ricorda mons. Giovanni Lanzafame da Siviglia – veniva esposta la reliquia del braccio di Sant’Agata che era venerata in quelle occasioni nella chiesa di Sant’Agata alla Vetere e nella chiesa del monastero di Sant’Agata. Poi, per sintetizzare le varie feste agatine nell’anno, quella della traslazione delle reliquie è diventata festa del Patrocinio. Nel passato le feste di agosto erano solennissime in quanto veniva realizzato lo spettacolare carro trionfale alto oltre 18 metri a forma di bucintoro, che dall’attuale piazza Stesicoro, per via etnea, un tempo via Stesicorea, raggiungeva il piano San Filippo, oggi piazza Mazzini. Il carro era sormontato da una monumentale statua in cartapesta di Sant’Agata. Fu riproposto l’uso del carro nelle feste centenarie volute dal cardinale G. Fancica Nava nel 1926. Più volte nel passato da piazza Duomo all’attuale ingresso da via Etnea di Villa Bellini, Sant’Agata è uscita in agosto sul suo argenteo fercolo. Alcune candelore invece sono state portate in processione nel 1999, nel 2000 e nel 2002. In quell’occasione fu inaugurato il restauro della candelora dei fruttivendoli».

E proprio alle candelore ora si vuole restituire la giusta attenzione. Quella dei panettieri, chiamata “la Mamma” per esempio, sarà restaurata grazie al contributo dell’amministrazione comunale di Catania, guidata dal sindaco Salvo Pogliese, e alla collaborazione dei gruppi Lions. I lavori di restauro inizieranno entro il mese. La candelora dei panettieri o dei panificatori, con 12 portatori, è certamente la candelora più pesante e tra le più monumentali. «Nel corso della sua lunga storia – racconta ancora mons. Lanzafame - è stata da sempre vincolata o legata all’antica confraternita di Santa Caterina al Rinazzo, patrona dei panettieri. Nella fine del secolo XIX era la più alta, rispetto alle altre, ed era realizzata in stile liberty. Intorno al 1912 fu riformata con uno stile composito, tra il barocco e il liberty. Negli anni successivi si deve la realizzazione dell’attuale monumentale candelora così come la vediamo. Bellissime le scenografie del martirio di Sant’Agata a cui fa sfondo l’Etna; di fine scultura sono le statue sotto la Corona, come artistici sono gli otto angeli che adornano l’insieme con simboli agatini. La base è realizzata con quattro angeli ad altezza naturale svolazzanti e con lo stemma catanese, antico, in cui si ricorda la mitica Athena.

Nell’immediato dopoguerra anche questa candelora venne adornata come tutte le altre con un mazzetto floreale. Dalla fine degli anni ’50 fu rimessa la “boccia a lume” a ricordare la fiamma ardente del cereo».

Il Comitato per i festeggiamenti agatini si sta impegnando per promuovere un piano di restauro delle altre candelore, del busto reliquiario, del fercolo e delle carrozze del Senato, per cui sarà utile l’inserimento della Festa di Sant’Agata nel patrimonio immateriale dell’Unesco.

 

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