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Trecastagni, tradizioni e paesaggi mozzafiato

Uno dei comuni alle pendici dell’Etna che si trova alla quota più elevata caratterizzato da conetti vulcanici, castagni e vigne

 

Di Sonia Distefano

Trecastagni è tra i Comuni che sorgono alle pendici dell’Etna alle quote più elevate. La cittadina etnea è posta infatti a 586 metri sul livello del mare, in un territorio collinare esteso per 18,96 chilometri, tra il mare e a “Muntagna”; gode di un clima particolarmente salubre con panorami mozzafiato tra conetti vulcanici, alberi da frutto, castagni e vigne, da cui vengono prodotti pregiati vini autoctoni.

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A presentarcelo è il primo cittadino, Giuseppe Messina, che ci guida in un percorso naturalistico e architettonico, tra storia, tradizioni e folklore.

«Il territorio di Trecastagni – spiega il sindaco – si trova alle pendici dell’Etna tra la cintura dell’area metropolitana di Catania ad alta densità abitativa e il territorio del Parco dell’Etna. Per questo motivo il paese si compone di un centro storico la cui densità abitativa va degradando verso l’esterno, passando da una zona caratterizzata da villette, molte delle quali si riempiono soprattutto nel periodo estivo, fino ad arrivare alle zone boschive non edificate, ma ricche di coltivazioni di frutteti e vigneti, per culminare poi nelle più sciarose, che conducono fino alle zone sommitali del vulcano».

«Contiamo una popolazione di circa 11mila abitanti che nel periodo estivo si triplica. Ciò ha consentito lo sviluppo di un’attività edilizia di tipo residenziale, mentre l’economia della zona, che per una minima parte si basa sull’agricoltura, ha sviluppato poi il settore terziario, dedito al commercio e all’accoglienza turistica. La presenza massiccia invece dei castagni ha permesso lo sviluppo dell’artigianato con la lavorazione del legno, a cui si aggiunge quella della pietra lavica, materiali che caratterizzano infissi e rivestimenti delle ville della zona».

Tante sono dunque le attrattive naturalistiche. «Nel territorio a nord del centro cittadino – continua il primo cittadino - si trovano tre conetti vulcanici. Quelli di dimensioni maggiori si trovano nel monte Ilice e nel monte Gorna. La loro presenza non ha reso la zona arida. I terreni sulla parte esterna dei conetti sono infatti coltivati a vigna o ad alberi tra frutto. Di notevole fascino naturalistico sono i castagneti che salgono per il monte Gorna».

Si tratta dunque di aree che possono essere visitate. «Raggiungendo la cima di entrambi i monti si gode di un panorama sensazionale – aggiunge il sindaco – ma la particolarità dei conetti è che è possibile ridiscendere all’interno degli antichi crateri, che un tempo, addirittura venivano coltivati, e che ormai risultano abbandonati, pur non perdendo il loro fascino».

Le particolarità di questo territorio non hanno mancato di ispirare grandi autori della letteratura italiana. «Il Paese di Trecastagni – prosegue il sindaco - si sa che è legato dal punto di vista letterario a Ercole Patti, per l’origine della sua famiglia. Ma Verga per esempio ambientò il romanzo “Storia di una capinera" in un’antica masseria che si trova all’esterno del monte Ilice». Simboli poi del paese di Trecastagni sono alcuni edifici come il Palazzo dei principi Di Giovanni, costruito intorno alla metà del XVII secolo dal primo principe di Trecastagni, Domenico Di Giovanni, e acquistato dal Comune verso la fine del XX secolo. Trecastagni conserva poi nel suo territorio un edificio conosciuto come il Mulino a vento, che in realtà era un antico forte di avvistamento risalente ad un’epoca precedente all’invasione saracena e che venne riadattato a mulino a vento durante l’epoca normanna. Al suo interno ancora oggi si possono vedere le macine a pietra e tre cannoni, che vengono utilizzati ancora, così come vuole la tradizione, per dare inizio a maggio ai festeggiamenti in onore ai Santi martiri Alfio, Filadelfio e Cirino. Tale festività religiosa è rinomata per le sue particolari note di colore tipicamente siciliane. I tre Santi vengono venerati ed i simulacri e le reliquie custoditi nel santuario, risalente al 1662, simbolo dell’architettura locale e dell’immagine del paese.

Altre chiese che meritano di essere visitate sono la chiesa Madre, dedicata da sempre a San Nicola di Bari, patrono del Comune, e la chiesa di Santa Maria della Misericoria detta del Bianco o dei Bianchi. La prima esisteva ancor prima del terremoto del 1693 della Val di Noto che rase al suolo diversi centri etnei; la seconda risale al 1734. Da non dimenticare il convento dei Padri minori riformati del 1660, con chiostro, pilastri in pietra squadrata, una grande cisterna e annessa la chiesa di Sant’Antonio di Padova.

«La particolarità di Trecastagni – conclude il sindaco Messina – è che la comunità, nonostante la sua vicinanza a Catania,è riuscita a mantenere la propria identità di piccolo centro, sfuggendo, a differenza di altri centri vicini, alla classificazione di paese “dormitorio” a servizio della città. Ciò ha permesso un percorso di identificazione tra cittadini e territorio che dà vita alla vivacità culturale del centro che mira a riscoprire antiche memorie, usi e costumi di una volta, anche attraverso la feconda attività delle compagnie teatrali locali».

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