Beni culturali, boom di visitatori a Taormina Bene anche Valle dei Templi e Trapanese

Di isabella di bartolo / 17 Gennaio 2015

Ai siciliani la cultura piace. Soprattutto quando è gratis. Lo dimostrano i numeri delle prime domeniche di gennaio quando musei e siti archeologici hanno aperto le loro porte senza far pagare il biglietto. E lo dimostra, soprattutto, il paragone con le altre domeniche dell’anno.
Basta spulciare i dati del Museo archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa che il 4 gennaio – quando l’ingresso era gratuito – ha registrato 643 visitatori giunti persino con tour organizzati da varie città dell’Isola; mentre domenica scorsa tra le vetrine che raccontano la Sicilia più antica vi erano appena 18 turisti, quasi tutti stranieri. Con un incasso complessivo di 76 euro.
Morale della favola: domenica il Museo “Paolo Orsi” sarà chiuso al pubblico per risparmiare le risorse e sfruttarle quando più necessario. Parte da Siracusa, ma coinvolge già tutta la Sicilia, la decisione di razionalizzare aperture e turni di personale di custodia per evitare gli errori del passato, come conferma il direttore generale del dipartimento dei Beni culturali della Regione, Rino Giglione. «Il nostro obiettivo è pianificare – dice il direttore generale – e venire incontro alle esigenze del territorio, con raziocinio e lungimiranza. Inutile sprecare gli straordinari dei custodi – in attesa di rivedere questo aspetto con i sindacati – per giornate festive e superfestivi in cui si ha contezza di assenze di turisti come accade per esempio in questo periodo dell’anno, connotato da un calo di presenze secondo un trend ormai assodato e per questa ragione ben conosciuto dai direttori di musei e dai responsabili delle aree archeologiche. Ha invece più senso risparmiare le risorse per i mesi più affollati quando sì, nei giorni festivi, musei e parchi sono presi d’assalto dai visitatori».
Quel che resta certo è che la prima domenica di ogni mese, siti antichi e strutture museali saranno visitabili gratuitamente per aprirli soprattutto ai cittadini. I dati registrati giorno 4 sono significativi: sul podio delle mete più visitate vi è Agrigento dove la Valle dei Templi è stata affollata da 1.671 turisti, seguita dal Teatro antico del Parco archeologico di Taormina con 1.250 presenze e la Galleria Abatellis di Palermo con 950.
E sempre in termini di numeri, la Regione sta iniziando l’analisi dei flussi dei visitatori del 2014 incrociando presenze e introiti, in attesa degli ultimi dati di dicembre. Quelli già in possesso del dipartimento dei Beni culturali evidenziano un bilancio in lieve aumento.
Con quasi 700mila presenze è il Teatro antico di Taormina il monumento più visitato in Sicilia con un introito che sfiora i 4 milioni di euro. Un dato che ha scatenato polemiche sul paradosso ad esso legato: nonostante il boom di incassi, infatti, non vi sono i soldi per curare il sito. «Taormina rappresenta una priorità a cui stiamo lavorando – dice il direttore Giglione – e che sarà presto protagonista di un sopralluogo sulla scia di quanto fatto al Teatro greco di Siracusa per accertarne le condizioni di degrado e avviare un progetto di restauro urgente, già pronto. La riflessione però si amplia ed è relativa all’esigenza di un’autonomia gestionale, e dunque finanziaria, che al momento non c’è e che occorre assicurare mettendo in atto la legge e migliorando questo settore. E’ questa la strada che il governo regionale sta perseguendo». Autonomia che connota Agrigento dove il Parco archeologico che gestisce la Valle dei Templi chiude in 2013 con ottimi risultati: quasi 600mila presenze. E l’opportunità di sfruttare somme europee per avviare progetti e iniziative proprio per il fatto di essere un ente a sé. «Per esempio – dice Giglione – il Parco di Agrigento può attrarre investimenti con maggiore facilità poiché possiede un suo conto corrente: l’assessorato ai Beni culturali no. Dunque il nostro obiettivo è anche snellire l’iter amministrativo e migliorare il settore ammodernandolo».
Con 652mila visitatori è Trapani la medaglia di bronzo dell’Isola grazie all’appeal di Segesta (302mila presenze) e di Selinunte (244mila), mentre il Museo del Satiro si ferma a 34.892 presenze all’anno. Palermo ottiene 425mila presenze con in testa tra i suoi tesori il Chiostro di Monreale (186mila presenze). Poco meno di 630mila i visitatori nella provincia di Siracusa trainata dal Parco archeologico di Neapolis con 460mila presenze. Fanalino di coda il Museo di Lentini che ottiene 0 euro: 889 i visitatori del 2014 ma tutti a ingresso gratuito. Oggi il Museo è chiuso per restyling e l’auspicio è che possa tornare a splendere. Non solo nelle domeniche gratis.

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Redazione
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