Catania, al Teatro Stabile si prevedono nuovi tagli: «Futuro nero»

Di Erika Intrisano / 05 Agosto 2019

CATANIA – «Il taglio del 19% annunciato dal Ministero è come una secchiata di acqua gelata su un bimbo che cerca di rialzarsi dopo una grave malattia». Così Laura Sicignano, direttore del Teatro Stabile, commenta la riduzione del contributo Fus (fondo unico per lo spettacolo) disposta a metà luglio dal Ministero delle Attività culturali. Per il teatro, che porta ancora i segni della grave crisi del 2016/17, tale ulteriore decurtazione rappresenta una batosta che potrebbe far crollare quanto faticosamente ricostruito finora.

Sull’argomento si è tenuto un primo incontro interlocutorio con il presidente della settima commissione Cultura, il deputato Luigi Gallo, a cui hanno preso parte, oltre alla Sicignano, anche il presidente del Cda del teatro Carlo Saggio, i sindacati, e il sovrintendente del teatro Massimo Bellini, Roberto Grossi. «Teatro Stabile e teatro Bellini hanno esposto le rispettive problematiche – racconta il direttore – Il presidente Gallo ha preso atto della situazione. Rimaniamo in attesa di conoscere quali saranno le prossime azioni da parte del Ministero. Ma al momento si è ancora lontani dal ricevere una risposta risolutiva”, dice. Sicignano si sofferma, inoltre, sulle contraddizioni e i paradossi che caratterizzano il decreto ministeriale: «Il decreto attuale che regola il finanziamento dei teatri di fatto taglia il contributo statale per il teatro Stabile. Secondo dei criteri, noi ci troviamo, infatti, in competizione con dei teatri italiani che, al contrario nostro, ricevono significativi finanziamenti da parte degli enti locali. Ѐ così, purtroppo. Il decreto, cioè, non tiene conto del contesto territoriale e degli svantaggi connessi ad esso. E Catania ne esce con le ossa rotte».

Il Teatro Stabile, come è noto, oltre a dover fare i conti con le difficoltà attraversate dagli enti soci, Comune e Provincia, continua anche a pagare i debiti pregressi relativi al buco di circa 12 milioni di euro ereditato dalle precedenti gestioni. «Navighiamo nei problemi, ma compatti con lavoratori e artisti stiamo cercando di tenere testa».

Tuttavia, non nasconde che «l’erosione progressiva dei finanziamenti pubblici – spiega – potrebbe portare ad un ridimensionamento tale delle attività che il teatro Stabile rischierebbe di scomparire. Io sono comunque fiduciosa che gli enti locali e il ministero impediranno tutto questo. Lo stesso giorno in cui si è svolto l’incontro con Gallo, abbiamo incontrato, insieme col nostro presidente Carlo Saggio, i vertici, l’assessore comunale alla Cultura, Mirabella e anche il neo assessore regionale al Turismo Manlio Messina, al quale abbiamo esposto le problematiche. Quest’ultimo si è mostrato subito attento e disponibile. Siamo certi che gli enti ci sosterranno. Lo dico anche alla luce dell’attenzione che il sindaco Salvo Pogliese ha giustamente dimostrato, anche attraverso i social, al teatro Massimo Bellini. Ente a cui va tutta la nostra solidarietà in questo delicato momento».

Quanto ai finanziamenti che dovrebbero arrivare dagli enti soci, «la Regione ha erogato il finanziamento nei tempi previsti – precisa – ma chiaramente le criticità sono ora legate al Comune, che è in dissesto, e alla Città metropolitana».

Nel dettaglio, il Comune dovrebbe erogare un contributo minimo di 187 mila euro, e 200 mila euro dovrebbero invece arrivare dalla Città metropolitana. «Di recente abbiamo però appreso dal sindaco Pogliese che non appena verrà approvato il bilancio della Città metropolitana, la situazione verrà sanata».

Ma in tutto questo c’è comunque un dato positivo. «Il teatro Stabile – dice – sta tentando di entrare nella normalità: la nostra attività estiva al Castello Ursino sta riscuotendo grande interesse, le nostre attività sono sempre più vivaci e per la prossima stagione, che si aprirà ad ottobre, abbiamo già registrato un ulteriore incremento di abbonati. Noi, gli artisti e i lavoratori continuiamo a lavorare e la città dal suo canto sta rispondendo bene. Questo teatro è un patrimonio e non permetteremo che muoia: ci batteremo con tutte le nostre forze».

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