Catania, il pm chiede 12 anni per il paraplegico che s’iniettò la morfina per uccidere rivale
Filadelfo Pappalardo si procurò un’arma e attese la sua vittima in strada, aspettando colui che aveva deciso di eliminare per questioni passionali
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CATANIA - Nonostante costretto a vivere su una sedia a rotelle, per via di una patologia che lo affliggeva da tempo, non avrebbe esitato a iniettarsi una vigorosa dose di morfina per sopportare il dolore, raggiungere a piedi la vicina via della Regione, a San Giovanni La Punta e portare a compimento il suo progetto. Tutto questo incurante del suo stato fisico (da qui l’esigenza di inniettarsi abbondanti dosi di anestetico) e del fatto, tutt’altro che indifferente, che fosse sottoposto al regime di detenzione domiciliare. Filadelfo Pappalardo si procurò un’arma e attese la sua vittima in strada, aspettando colui che aveva deciso di eliminare per questioni passionali.
Quarantatrè anni, noto alle forze dell’ordine per reati in materia di armi, lo scorso 15 gennaio, intorno alle 19,30 attese che Francesco Pistone, 53 anni, gli si presentasse a tiro per sparargli quattro colpi di pistola calibro 7,65, ferendolo agli arti inferiori e a un braccio. Pistone venne soccorso e trasportato in ospedale. Pappalardo, oggi in carcere, è sotto processo con il beneficio del rito abbreviato ed è accusato di tentato omicidio. Nell’udienza di ieri mattina il pubblico ministero della Procura di Catania Alessandro La Rosa, ha chiesto al Gup (giudice per le indagini preliminari) Ricciardolo la condanna a dodici anni.
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