Guida Michelin, due nuove “stelle” brillano in Sicilia

Di Carmen Greco / 06 Novembre 2019

PIACENZA – Sul palco del Teatro Municipale di Piacenza, sono state assegnate le pagelle della 65ª edizione della Guida Michelin Italia 2020 diretta da Sergio Lovrinovich

Quest’anno due nuove stelle brillano in Sicilia, sono quelle di Giuseppe Raciti, e di Roberto Toro, il primo executive chef del “Country boutique hotel Zash” a Riposto, il secondo del “Belmond Grand Hotel Timeo” a Taormina. 

Giuseppe Raciti, 34 anni, é nato ad Acireale ma vive a Piedimonte Etneo. Sposato con Roberta, cuoca anche lei, un figlio (e un altro in arrivo) è l’executive chef del «Zash country boutique hotel» di Riposto dal 2014.

La sua formazione è cominciata a 16 anni in Svizzera, passando da un cantone all’altro in hotel prestigiosi, poi in Italia con il maestro Ezio Santin, all’Antica osteria del Ponte (Cassinetta di Lugagnano, Milano). Poi il ritorno in Sicilia e l’esperienza fondamentale al San Domenico di Taormina accanto allo chef Massimo Mantarro, che considera il suo maestro.

Nel 2015 è stato eletto miglior chef emergente italiano. Nel 2016 ha partecipato alla finale italiana del concorso Bocuse d’Or e nel 2017 è stato fra i quattro chef selezionati alla finale nazionale del prestigioso concorso ideato da Paul Bocuse. Nel 2017 è stato eletto miglior chef under 30 del Sud Italia. Dal 2016 a oggi gli viene assegnato il premio “Buona cucina” dalla Guida Touring club italiano, nel 2018 è premiato fra i migliori quattro ristoranti d’Italia secondo il magazine Food and travel Italia.  

La “Stella” la inseguiva già da un paio d’anni. Definisce la sua cucina semplicemente “siciliana”. Ulitizzo prodotti locali rivisitando in chiave moderna le ricette di una volta, ma quello che mi interessa di più quando vado in giro per l’Italia e per il mondo è portare la Sicilia. Il suo piatto preferito è la parmigiana della mamma. 

Roberto Toro, 44 anni, originario di Palagonia, genitori contadini, è l’executive chef del Belmond Grand Hotel Timeo di Taormina. La sua formazione a scuola si è iniziata all’Alberghiero di Giarre, ma la passione per la cucina ce l’ha nel sangue sin da piccolo quando girava per casa con pentolini e padelle. Dopo il diploma comincia a fare esperienze all’estero, soprattutto nel Nord Europa, in particolare a Copenaghen dove rimane per alcuni anni facendosi le ossa nelle cucine degli hotel.

A Parigi nel 2004 lavora fianco a fianco con lo chef Massimiliano Alajmo e questo è un periodo in cui cresce professionalmente. Nel 2006 rientra in Italia, in Sicilia, prima a Villa Costanza a Palermo, poi al Timeo come sous-chef prima di diventarne l’executive chef a 37 anni.

Il suo motto è ricercare l’armonia tra i sapori: “Lo chef è come un compositore”. Il suo piatto preferito, gli spaghetti al pomodoro. 

 

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Redazione
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