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Legge elettorale: giurista Tarli, ‘Italia non può permettersi lusso maggioritario’

Di Redazione |

Milano, 14 set. (AdnKronos) – Il sistema elettorale va cambiato. Soprattutto se dovesse passare la riforma di taglio dei parlamentari. Per il momento però, il maggioritario puro è un bene di lusso che l’Italia non può permettersi. Il giurista Giovanni Tarli frena così l’entusiasmo di Salvini spiegando all’Adnkronos che la proposta di un referendum abrogativo da parte del leader leghista non avrà vita semplice, ma dovrà affrontare diversi ostacoli prima di tutto ‘costituzionali’. E se complicato è il percorso per una legge elettorale, lontanissimo e impensabile è per il giurista quello per l’elezione diretta del presidente della Repubblica.

“Il maggioritario – spiega Tarli – salvaguardia la governabilità a scapito della rappresentanza. E’ un lusso che non tutti si possono permettere di avere. Il sistema presuppone una democrazia – sottolinea il professore – dove le forze politiche sono divise, ma trovano perlomeno un punto in comune su alcune tematiche. In Italia però non siamo ancora a questo punto. Nutro profonde perplessità su un sistema elettorale maggioritario puro”.

Ma prima di discutere su che tipo di sistema sarebbe necessario per l’Italia, è fondamentale capire che un referendum abrogativo non è una cosa semplice da chiedere e approvare. “Prima di tutto – spiega il professore – il quesito deve affrontare il vaglio di carattere formale all’Ufficio centrale di Referendum alla corte di Cassazione che formulerà il quesito presentato agli elettori in cabina elettorale e poi, una volta superato questo primo step, ci sarà il controllo e il giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale. Se la Corte dà esito positivo, in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno, i cittadini sono chiamati a votare”. Sono quindi almeno due gli ostacoli che la proposta di Matteo Salvini dovrà affrontare, ma il più complicato è quello della Corte Costituzionale.

“Il quesito – spiega il professore – deve rispettare certi canoni. Deve essere innanzitutto parziale e cioè richiedere la cancellazione di alcuni parti della legge elettorale in modo tale che il sistema sia immediatamente applicabile e e non crei vuoti o non consenta l’eliggibilità delle Camere”. Secondariamente non deve eccedere nella manipolazione “e cioè non deve – continua Tarli – avere in oggetto frammenti di testo che di per sé sono privi di significato ma che potrebbero stravolgere il testo non colpito da abrogazione. E infine deve essere omogeneo e cioè non si può chiedere agli elettori di pronunciarsi su temi diversi”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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