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Mafia: Borsellino ‘quater’, tra colpi di scena e rivelazioni prosegue processo sul depistaggio (2)

Di Redazione |

(Adnkronos) – Altre rivelazioni, nel processo, arrivano dai brogliacci contenenti le conversazioni dell’ex pentito Scarantino. Come dice la Dia di Caltanissetta nella relazione di accompagnamento erano “verosimilmente” i magistrati Annamaria Palma e Carmelo Petralia i destinatari delle telefonate fatte dall’ex picciotto della Guadagna nel periodo compreso tra il 7 febbraio a 27 giugno 1995, mentre si trovava a San Bartolomeo al Mare, in Liguria, dopo avere iniziato a collaborare con i magistrati sulla strage di via D’Amelio. Palma e Petralia sono accusati di calunnia in concorso dalla Procura di Messina. Nell’ipotesi accusatoria, in concorso con i tre poliziotti sotto processo a Caltanissetta, avrebbero depistato l’indagine sulla strage costata la vita al giudice Paolo Borsellino. I pm e i poliziotti, secondo l’accusa, avrebbero imbeccato tre falsi pentiti, costruiti a tavolino, tra cui Vincenzo Scarantino, suggerendo loro di accusare falsamente dell’attentato persone ad esso estranee.

Nelle quindici pagine della Dia inviate alla Procura di Caltanissetta c’è un’analisi accurata dei brogliacci depositati. Si tratta di annotazioni, sintesi di conversazioni dei familiari di Scarantino e dello stesso ex pentito. Alcune conversazioni, come emerge dalle bobine, non furono registrate. Perché? Ora la Dia scrive che quelle telefonate non registrate sarebbero state tra Scarantino e i magistrati che indagavano sulla strage di via D’Amelio. “Verosimilmente”. E’ intorno a questo avverbio che ruotano le novità emerse intorno ai depistaggi su processo Borsellino. Ed è attorno “all’utenza 0934/59…., che risulta essere stata chiamata da Scarantino numerose volte, quasi tutte senza risposta, stando alla consultazione del brogliaccio è verosimilmente stata in uso sia alla dottoressa Palma che al dottor Petralia, ambedue in quel periodo in servizio presso la Procura”, scrive la Dia. E tra queste c’è una telefonata che non è mai stata registrata. E’ il 3 maggio 1995 quando “per motivi tecnici la conversazione non viene registrata”, come scrivevano all’epoca i poliziotti delegati alle intercettazioni. E il numero era un della Procura nissena.

Oggi quel numero è inesistente. Per la Dia quella telefonata fu fatta “verosimilmente” tra Scarantino e la pm Palma o il pm Petralia. “L’utenza in questione – dice la Dia – stando alle informazioni assunte presso il personale in servizio alla Procura era in uso ai magistrati per le conversazioni ritenute riservate”. Altre due telefonate “non registrate per motivi tecnici” risalgono al 3 e al 4 maggio 1995 e furono fatte al numero 0336/886…. che risultava “essere intestata alla Procura generale della Repubblica di Caltanissetta” e non faceva parte, come scrive la Dia, “delle utenze fornite da Rosalia Basile (moglie di Scarantino ndr) durante l’udienza del 21 marzo 2019”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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