Mondo dietro parole inventate Porro

Di Redazione / 16 Ottobre 2017

TRIESTE, 16 OTT – Che l’artista debba inventare (o reinventare) è un principio indiscutibile. Borges lo faceva con i luoghi, con i personaggi, Michaux con le parole, altri con più o meno fantasiose neografie, sistemi spionistici compresi. Piero Porro, sensibile e delicato pittore di origine istriana, lo fa con la calligrafia. Migliaia di parole, simili a raffinati autografi – spesso ossessivamente e disciplinatamente reiterati – compongono più di una frase, quasi un paradigma concettuale. Con un dato inconfutabile: la bellezza. Dunque, il senso della mostra “Ritualità laica per un dada classico”, inaugurata alla galleria d’arte Trart, dove resterà fino al 25 novembre, è proprio questo: recuperare la bellezza. (ANSA).

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