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Pagamenti: PoliMi, 24 mld all’anno di mancato gettito per uso contante (2)

Di Redazione |

(AdnKronos) – Nella nota, i direttori dell’Osservatorio del Politecnico riportano gli ultimi dati della Banca Centrale Europea sulla situazione italiana, fanalino di coda nell’Eurozona per quanto riguarda i pagamenti digitali. Nel 2018 le carte sono state utilizzate per effettuare poco più di 55 miliardi di pagamenti in Europa (+13%), per un totale di circa 2,2 trilioni di euro di spesa. Il report della Bce, da quest’anno orfano della Gran Bretagna, a causa della imminente Brexit, vede salire la Francia (oltre 13 miliardi di pagamenti) in prima posizione per numero di pagamenti con carta, seguita da Germania (5,3 miliardi) e dal terzetto Olanda-Polonia-Spagna (4,7miliardi).

Tra i Paesi più sviluppati in termini di pagamenti digitali troviamo, anche quest’anno, gli scandinavi dell’Unione: Danimarca, Svezia e Finlandia (350 pagamenti l’anno a livello pro-capite). Nonostante l’abbia la più alta diffusione di terminali Pos (circa 52 mila per milione di abitanti) e mostri una crescita dei pagamenti con carta pro-capite del 16% rispetto al 2017, l’Italia risulta invece uno dei fanalini di coda tra i 27 paesi dell’Unione Europea: si parla di circa 65 pagamenti all’anno a testa, che ci valgono solo il 23esimo posto (di 27), proprio come lo scorso anno. E la situazione non sembra migliorare se pensiamo che chi sta dietro viaggia a tutt’altra velocità: la Romania cresce del 39%, la Grecia del 27% e la Bulgaria del 26%.

“I dati – osservano i direttori – mostrano chiaramente che l’Italia rischia di perdere ulteriori posti nei prossimi anni. Per colmare il gap rispetto agli altri Paesi europei è necessaria un’azione decisa da parte del Governo”. Secondo loro deve avere cinque caratteristiche: deve essere ampia, cioè coinvolgere un elevato numero di consumatori; efficace; persistente, ossia capace di cambiare le abitudini; semplice, ovvero per accedere a incentivi o detrazioni consumatori ed esercenti devono poterlo fare senza una eccessiva burocratizzazione del processo; positiva (sì agli incentivi, no agli obblighi). “In questa direzione vanno molteplici proposte che sono già state avanzate: dagli incentivi sullo spesa, alle detrazioni fiscali. La strada è lunga e piena di ostacoli. Ma è necessario iniziare a percorrerla in fretta”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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