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IL LIBRO

Il viaggio di Dario Barbera in Sicilia alla ricerca delle migliori granite dell’Isola: ecco dove gustare le più buone

Un itinerario romantico alla ricerca di sapori in bar, pasticceria e gelateria

Di Agnese Giuffrida |

Dove mangiare una buona granita in Sicilia è una domanda che indubbiamente Dario Barbera si è posto. Nativo di Taormina, ma partito da Milano e arrivato nella nostra isola (ci tiene a precisare) via mare, giunge nei bar, nelle pasticcerie, nelle gelaterie in cui poter rinfrescarsi non solo nelle torride giornate d’estate, ma per ben tutto l’anno.

È così che nasce “Piccola guida pratica e sentimentale alla granita siciliana”, edito da Kalòs, per la collana Il Ficodindia. Che tu sia un amante della granita al caffè, alla mandorla, alla fragola, al pistacchio, al cioccolato, ai gelsi, accompagnata con o senza panna, con una calda e appena sfornata brioscia col tuppo, mi raccomando: abbi la decenza di trovarti nei pressi di un bar. Perché è impossibile che leggendo il libro non ti venga voglia di rinfrescarti con una granita, anche se ti trovi in casa al calduccio e fuori grandina.

La partenza

E noi lo accompagniamo con piacere in questo suo viaggio alla ricerca di sapori, partendo da Messina: prima tappa di questo viaggio è, infatti, il Bar Eden, un posto per bagnanti estivi, in cui poter gustare la granita per antonomasia: quella al caffè, accompagnata da uno strato di panna e una brioscia a pasta bianca, dal leggero profumo di vanigliati paradisi tropicali.

Seguendo l’itinerario si giunge alla Pasticceria Messina Stellario, situata accanto la chiesa di Sant’Agata, dove sbarcarono le reliquie della santa patrona di Catania. Questa pasticceria, famosa per i suoi formati maxi, serve la granita con la tipica brioscia col tuppo, che ricordano per forma i seni di una donna.

Se invece si vuole gustare la granita in un bar storico del messinese ecco Doddis, raggiungibile attraversando via Garibaldi. Doddis sorge in uno dei viali che caratterizzano il centro di Messina. Qui la granita ha un “leggero retrogusto nostalgico, un sognare l’età dell’oro svanita per sempre”, come ha da dire l’autore del libro.

Ma spostandoci da Messina i sapori della granita cambiano, così come cambia la sua consistenza e il come viene servita: per esempio alla Pasticceria Santo Musumeci a Randazzo la granita è ispirata ai ghiacciai dell’Etna, per cui viene servita in un calice su piede per afferrarla meglio e non farla traballare; oppure al Bar Trattoria la Timpa ad Acireale, in cui è noto che la granita, fatta a mano dalla pazienza della signora Gaetana, non viene servita dalla classica brioscia, ma da una fetta soda di pane nero.

Giunti a Catania è immancabile poi fermarsi da Savia, pasticceria storica della città, o in uno dei tanti bar che si affacciano in via Etnea, seduti in un tavolinetto all’aperto della grande via che offre una spettacolare vista sull’Etna.

Procedendo in direzione sud si arriva a Siracusa, al Caffè Apollo, il cui nome deriva dalle rovine del tempio che si intravedono dietro i tavolini del locale. In questa zona della Sicilia orientale la granita è servita in una ciotola cilindrica. Il gusto preferito dai siracusani è senz’altro al limone, che offre ristoro nelle giornate calde. Così come anche ai pachinesi che accompagnano il tutto con una brioscia che in queste zone comincia a perdere il tuppo, salvo da Il tuo gelato che continua a mantenerlo per i turisti.

Spostandoci verso Modica, invece, in particolare al Caffè Adamo, “servono soltanto cremolate, che diminuendo la percentuale d’acqua e complicando la struttura glicemica hanno quella maggiore grana e consistenza che ai modicani piace”.

Arrivati a Licata, il signor Florio, pasticcere dell’omonimo Bar Florio, ottiene un distillato tramite uno spremiagrumi di sua invenzione che gli permette di ottenere una certa percentuale di succo da cui produce le sue granite che sembrano fatte di neve. E le briosce? Il licatese medio diffida da quelle preferendo accompagnare il dolce, di tanto in tanto, con una fetta di pare.

E così via fino ad arrivare ad Agrigento e poter far ristoro a Caffè Concordia che sorge in piazza Luigi Pirandello, che si contende il primato sulla brioscia di tutta la Sicilia occidentale, e a Sciacca, al Bar Roma, che dagli anni Cinquanta producono una granita che è la versione modernizzata dell’antica limonata, servita con del pane.

A Palermo, invece, gradiscono di più il gelato rispetto alla granita: ma non rinunciano alla brioscia che, prima del famoso tuppo, viene aperta in due e farcita di gelato alla Antica Gelateria Ilardo, al Foro Italico.

Itinerario romantico

E il viaggio prosegue poi verso altre località, scoprendo granite dai mille gusti e preparazioni. Tutto ciò Barbera lo fa con uno stile di scrittura “sentimentale”, unendo i propri ricordi e l’esperienza attuale, alle parole di scrittori, romanzieri e cantastorie che hanno decantato la granita nelle loro opere.

Facendoci dunque guidare in questo itinerario fatto di sapori, lungo le strade assolate della Sicilia, riaffiorano i ricordi legati a un dolce che per noi siciliani è un must, sin da quando da bambini correvamo sulla sabbia scottante di luglio per chiedere a nostra madre di comprarci la granita dal camioncino che passava in spiaggia a mezzogiorno.

Un saggio in cui sicuramente il ricordo del gusto è il vero protagonista.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA