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Colombe pasquali: una tra le più buone d'Italia è quella di due ex studenti di Medicina siracusani

Giovanna Gandolfo e Giovanni Staffile sono fra i 30 finalisti del concorso “Divina Colomba 2022”

Di Redazione

Si è tenuta in questi giorni a Bari la finale del concorso “Divina Colomba 2022”, la competizione (giunta alla IV edizione) organizzata da Goloasi.it che decreta le colombe artigianali più buone dell’anno, che quest’anno ha visto competere tra di loro più di 218 artigiani tra pasticceri e panettieri in rappresentanza delle regioni di tutta Italia. La commissione tecnica composta dal presidente di giuria Giambattista Montanari e da Francesco Borioli, Beniamino Bazzoli, Massimo Ferrante, Giuseppe Mancini, Andrea Barile e Matteo Dolcemascolo, ha selezionato i finalisti nelle due categorie, Creativa e Tradizionale.

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Proprio nella categoria Tradizionale si sono piazzati tra i migliori 30 finalisti di tutta Italia due giovani pasticceri di Siracusa, Giovanna Gandolfo e Giovanni Staffile, compagni sul lavoro come nella vita sin dalle superiori, fondatori di Virtual Bakery, laboratorio di pasticceria e panificazione 2.0.

Ex studenti di Medicina all’università di Catania, da 8 anni ormai hanno abbandonato il camice per indossare la giacca da cuoco e seguire la loro passione più viscerale, fatta di farina, zucchero e Lievito Madre. Un punto cardine da cui partire - il loro territorio - nel quale son voluti restare nonostante le possibilità di andare fuori, anche all’estero.

«Per noi era la scelta più naturale, abbiamo un territorio ricco di splendidi prodotti, siamo profondamente legati alla nostra terra e proprio da questa che partiamo per creare alcuni dei nostri prodotti, come ad esempio le marmellate e i canditi di agrumi, che produciamo partendo dalle arance dell’azienda agricola di famiglia. Il format della nostra azienda è poi un ottimo pretesto per portare un pezzettino di Sicilia in tutta Europa. «Quattro sono per noi gli ingredienti basilari per un prodotto artigianale eccellente: passione, tecnica, qualità e tempo. La passione - dice Giovanni Staffile - è quella che ogni giorno (o meglio ogni notte) ci spinge a fare sempre meglio, provare e riprovare per affinare la tecnica, fondamentale per esaltare al meglio la qualità delle materie prime, frutto di accurata selezione. Però ogni lavorazione ha bisogno del suo tempo, ingrediente prezioso, che se correttamente dosato restituisce infine un’emozione da mordere. Ma nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza l’aiuto del nostro braccio destro, “Giorgino” il lievitino, il nostro lievito madre che come un bambino nutriamo quattro volte al giorno e grazie al quale possiamo ottenere #SOLOVEREBONTA’».

 

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