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I formaggi come opere d'arte, a Ragusa ecco la cacioteca regionale

Una vetrina permanente conterrà i formaggi storici della tradizione siciliana dal pecorino alla provola dei Nebrodi

Di Michele Barbagallo

Vuol tornare ad essere il tempio del formaggio, con uno sguardo di primo piano alle produzioni casearie siciliane, ma con la presenza di formaggi anche di altre realtà nazionali e internazionali. La Cacioteca Regionale della Sicilia, nata dieci anni fa su iniziativa del CoRFiLaC per essere centro di stagionatura internazionale e vetrina permanente sulle produzioni lattiero casearie d’eccellenza, vivrà una nuova vita grazie ai fondi che la Regione ha annunciato nei giorni scorsi e che serviranno a ristrutturarne i locali e a riavviare le attività di studio e promozione. 

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L’obiettivo con cui è nata la Cacioteca è quello di approfondire le conoscenze scientifiche sui processi di maturazione dei formaggi storici siciliani tradizionali (dal Pecorino Siciliano al Ragusano, dalla Tuma Persa alla Provola dei Nebrodi, dal Maiorchino alla Vastedda del Belice) per confrontarsi con la scuola degli affinatori francesi e italiani. Uno strumento per mai dimenticare il patrimonio culturale culinario tramandato da generazione in generazione. E per farlo la struttura è stata pensata su due livelli, con i formaggi esposti in vetrine avveniristiche, illuminate artisticamente per creare delle gallerie espositive, un vero e proprio museo del formaggio in un'area della Sicilia che si sta trasformando sempre più in una food valley grazie a prodotti di grande qualità. L'apertura della Cacioteca è avvenuta, nel gennaio del 2012, in occasione della sesta edizione della manifestazione Cheese Art. 

«Il CoRFiLaC ha speso molte energie per avviare questo importante progetto della Cacioteca - spiega Giuseppe Licitra, presidente della struttura di ricerca - E' una struttura all'avanguardia, che utilizza le ultimissime tecnologie ma a totale salvaguardia e tutela della tradizione. Un centro sperimentale di stagionatura ma fin dall’inizio ci siamo resi conto delle enormi potenzialità di questa struttura nel promuovere e veicolare i sapori e la cultura dei formaggi provenienti da tutto il mondo. La Cacioteca è il luogo ideale in cui potersi avvicinare a queste fantastiche produzioni che raccontano un percorso fatto da uomini che, di generazione in generazione, si sono tramandati i segreti della caseificazione, in ogni parte del mondo». 

La Cacioteca è stata creata seguendo linee avveniristiche e moderne che sono state progettate dagli architetti Gaetano Manganello e Carmelo Tumino, assieme all'ingegnere Salvatore Campo e all'agronomo Enzo Firullo. Dopo qualche anno dall’avvio si sono purtroppo verificate delle infiltrazioni d’acqua che hanno danneggiato il tetto della struttura e alcune parti interne. L’attività si è dovuta bloccare. Di recente il governatore Musumeci, che nei mesi scorsi aveva effettuato un sopralluogo, ha annunciato il rilancio della struttura grazie a dei fondi che serviranno alla riqualificazione. 

Saranno investiti 800 mila euro. «Oggi - ha detto Musumeci - possiamo dire con soddisfazione di aver dato seguito a un impegno che avevo preso nei mesi scorsi nel corso di una mia visita al capoluogo ibleo. Grazie a questo finanziamento, la Cacioteca sarà presto riaperta al pubblico e potrà finalmente diventare ciò per cui è stata progettata: custode della memoria storica e vetrina internazionale della nostra migliore produzione casearia». Nel dettaglio, l'intervento andrà a finanziare i lavori di ristrutturazione dell'edificio e degli ambienti esterni, e quelli relativi all'impianto elettrico, idrico sanitario, antincendio e di climatizzazione. In seguito a questi interventi di rifunzionalizzazione, il CoRFiLaC prevede di avviare una serie di attività che vanno dalla ricerca sulla stagionatura dei formaggi storici alle degustazioni multisensoriali, dall'organizzazione di fiere, corsi e laboratori a eventi culturali collegati a manifestazioni sul cibo.

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