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BuonGusto

La Sicilia "sbarca" a Cheese con la sua arca di formaggi

Dal 17 al 20 settembre torna in presenza la storica manifestazione a Bra con il meglio dei prodotti caseari internazionali

Di Redazione

La Sicilia anche quest’anno è protagonista di Cheese, a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre, la più importante manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo e ai latticini, organizzata da Città di Bra e Slow Food, con il sostegno della Regione Piemonte e il patrocinio del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e del Ministero della Transizione Ecologica. 

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Con Laboratori del Gusto, Appuntamenti a Tavola e il  Mercato dei formaggi, Cheese si conferma il palcoscenico perfetto in cui pastori, casari e affinatori raccontano, attraverso i loro prodotti, metodi produttivi che mettono al centro la qualità delle materie prime, il benessere animale e la tutela del paesaggio.

Dai formaggi Presidio Slow Food ai prodotti censiti nell’Arca del Gusto, dai progetti di filiera  fino alle Dop e a quei formaggi che un riconoscimento non ce l’hanno, ma sono elaborati da mani sapienti che restituiscono il carattere unico di erbe e fieni. Mani che ci narrano della cura per la terra, per gli animali, per caci e formaggi e che compongono un panorama variegato e irripetibile.

Slow Food Sicilia propone una serie di laboratori con degustazioni guidate dai produttori e proiezioni di video, alla scoperta dei Presìdi della regione e di altri prodotti che ne testimoniano la cultura agricola e gastronomica.

Ecco un piccolo assaggio del programma delle diverse giornate: Venerdì 17 alle ore 10, Formaggi di Sicilia: un viaggio nelle aree interne; un viaggio alla scoperta dei formaggi delle aree interne, preziosi testimoni della millenaria arte casearia siciliana. Un’esplorazione che ci riporta ai tempi in cui la sarda, molto a buon mercato, era cibo abituale delle aree interne della Sicilia insieme ai sapidi formaggi di montagna. I Normanni… il maiorchino (Presidio Slow Food) e i bagli siciliani. Alla scoperta di formaggi negletti dei Monti Sicani: il canestrato del Monte Barrù, il formaggio di Masso, la tuma persa; Matrimoni insoliti: mare e monti in un insolito abbraccio. Sarde salate condite con olio, aceto, mentuccia e piacentinu ennese (Presidio Slow Food) su fetta di pane di grani antichi siciliani. I fantastici formaggi di capra girgentana (Presidio Slow Food): robiola (pasta spalmabile a coagulazione acida), talé (pasta morbida a crosta lavata), fico (con  lattice di fico, caglio vegetale)

Sabato 18 Grani antichi, formaggi e salsiccia della tradizione siciliana. La Sicilia del latifondo ci consegna, salvati dall’ostinazione di pochi illuminati agricoltori e allevatori, la fragranza dei grani antichi, la  varietà del lavoro dei casari e il sapore unico delle carni del suino nero siciliano. Pane e tumazzu, incontro tra le provole di Presidio siciliane (provola delle Madonie e provola dei Nebrodi) e il pane di grani antichi siciliani (tuminia e russello). Quando il pane siciliano di una volta era nutrimento e assieme al formaggio diventava pranzo. I fantastici formaggi di capra girgentana (Presidio Slow Food): robiola (pasta spalmabile a coagulazione acida), talé (pasta morbida a crosta lavata), fico (con  lattice di fico, caglio vegetale). Agrodolce mediterraneo: salsiccia secca di Palazzolo Acreide (Presidio Slow Food) con datteri e scorzetta di arancia candita. I formaggi di vacca modicana (Presidio Slow Food). Dall’antica tradizione familiare ai nostri giorni. 

Domenica 19 Il suino nero dei Nebrodi, eclettico protagonista della cucina siciliana. Nero e Cerasuolo: prosciutto di suino nero dei Nebrodi (Presidio Slow Food) e Cerasuolo di Vittoria. Pane e tumazzu: pane di grano antico siciliano (maiorca), pecorino e composta di cipolla paglina di Castrofilippo (Presidio Slow Food). Quando il pane siciliano di una volta era nutrimento e assieme al formaggio diventava pranzo. Il Parco regionale dei Nebrodi, culla del suino nero (Presidio Slow Food). Da maledetto a benedetto: u pummu d’amuri. Timballo di pomodorino buttiglieddru di Licata, cipolla di Giarratana, suino nero dei Nebrodi e scaglie di caciocavallo ragusano (tutti Presìdi Slow Food).

 

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