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BuonGusto

Nasce la scuola di granita

Debutto a Oliveri.  Prime lezioni in ottobre, poi si passa a Roma e Firenze. «Questa nostra tipicità merita di diventare patrimonio dell’Umanità»

Di Alberto Cicero

Qual è il simbolo dell’estate? Su cento persone - mettiamo - qualcuno dirà il mare, qualcun altro la montagna. Sì, certo.... ci mancherebbe.
Ma vogliamo scommettere che in Sicilia la cosa che maggiormente fa pensare contemporaneamente (e sinteticamente) alla stagione più calda, al relax e al gusto - con brioche o senza - è quella soddisfazione fredda del palato chiamata granita...?
E non sottilizziamo, per favore, la granita non è solo mandorla o caffè. La scoperta di una buona granita passa anche attraverso l’apertura a più gusti, anche quei meno mediterranei e più tropicali. Perché i sapori possono essere anche... “esterofili” ma il modo di realizzare una buona granita deve essere proprio totalmente siciliano.

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Nel 2018 la loro granita al pistacchio fu proclamata a Rimini “la più buona al mondo”. Ma per Alessandro e Vincenzo Squadrito il titolo conquistato non fu un traguardo. A Oliveri (piccolo - e delizioso - paese posto strategicamente tra il Tirreno e il promontorio del Tindari) dove i “gemelli del gusto” operano da diversi anni, li conoscono benissimo e la loro fama - meritata - si è via via diffusa ben oltre lo Stretto. Loro, infatti, dopo i riconoscimenti e i premi pensano che sia venuto il momento di tramandare un’arte che in Sicilia in tanti, forse anche troppi, pensano di avere tra le mani ma che, in realtà, è dono di pochi. Sarà, magari, anche perché ai turisti basta poco per soddisfare il palato in questo campo. 


I fratelli Squadrito hanno pensato, quindi, di creare una vera e propria “scuola di granita siciliana”, battezzata sul campo a fine giugno con degustazioni basate su... appena 24 gusti che andavano da quelli tradizionali al melograno, al mango sino al passion fruit. Ma ci si è spinti - grazie al contributo del Maestro pasticcere Pietro Di Noto, originario di Tusa - sino a gusti “gurmet” come champagne, caviale, fichi d’india, tartufo e acqua di mare. Ma vogliamo anche mettere qualcosa di più...spinto? Proviamo allora la granita “alla birra” o “al marsala”.

 


Ma ci si potrebbe spingersi anche oltre, verso i confini dell’universo del gusto. Gusti, ad esempio, che possano comprendere vegetali raffinati e materie prime da contorno. Ma, meglio fare un passo per volta. Anche se la sperimentazione è la base dell’innovazione anche in cucina.
L’inaugurazione della Scuola ha avuto luogo due domeniche addietro, con stand e degustazioni. Ma in ottobre - il 10 e l’11 - la scuola avrà effettivamente inizio con delle lezioni che sarà facile definire... gustose.


Poi, il 24 e 25 ottobre, lo sbarco a Roma nella “Whiteacademy” (Accademia molto nota di pasticceria e gelateria d’eccellenza) e infine si prevede di esportare l’idea anche in Toscana.
«Vorremo essere sempre più presenti nella Penisola con le nostre capacità di far confluire i talenti – dice Alessandro Squatrito – scongiurando sentimenti d’invidia o di competizione e attivando una rete. Siamo ben disposti ad allargare la platea di professionisti che amano la granita, che vogliono impegnarsi in questi nostri corsi che dureranno ogni volta due giornate per circa 12 allievi per volta e che sanno che questo nostro dolce, adatto a tutte le ore, potrebbe diventare Patrimonio dell’Umanità con tutte le sue caratteristiche di irrepetibilità».

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