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New York, il re della mozzarella è di Giarre

Orazio Carciotto, nel Bronx per amore e per gusto: "In fila anche Mel Gibson e Diana Ross"

Di Maria Gabriella Leonardi

La migliore mozzarella di New York la fa un giarrese, si chiama Orazio Carciotto, ha fondato a Little Italy, nel Bronx, la Casa della Mozzarella e nel 2019 ha vinto il “James Beard Foundation Award”, una sorta di Oscar per i professionisti della cucina. Ma la bontà delle mozzarelle di Carciotto è testimoniata anche dalla fila di clienti che, anche di prima mattina, aspetta per strada il proprio turno. Tra i clienti, anche personaggi famosi conosciuti in Italia, come Mel Gibson e Diane Ross.

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Orazio Carciotto in questi giorni è tornato a Giarre per il compleanno della mamma, la nascita del nipotino e non ha perso l’occasione per la devozionale salita a Sant’Alfio, in occasione della festa dei tre santuzzi. Con l’Italia ha mantenuto contatti intensi, su whastapp si sente assiduamente con i suoi amici giarresi con cui, da ragazzo, giocava a pallone al campo sportivo Maffei.

Da Giarre Orazio è partito alla volta dell’America nel 1987, per seguire l’amore della sua vita: la moglie Phil, conosciuta mentre lei era in vacanza in Italia. Ma con quali soldi andare in America? «Mio padre - racconta - ha visto che c’era qualcosa che mi tormentava. Gli dissi che volevo raggiungere una donna in America e mi disse: “I soldi te li dò io per il biglietto. Sono stato in America ma ho fallito, sono sicuro che il destino vuole che tu riesca bene. Ma se non  ti trovi bene non ti rovinare la vita: tornatene subito». 

 

 

I primi mesi negli Usa furono difficili, la tentazione di tornare era tanta e pure le tensioni a casa. Carciotto inizia a lavorare in una salumeria, da un italiano, Nicola Ceglie, dove impara a fare le mozzarelle. Tutto cambiò con la nascita del figlio, cambia l’atteggiamento verso l’America e verso il lavoro. Fin quando Orazio confida a sua moglie: “I love New York and I love make mozzarella”. 

Dopo qualche tempo Ceglie vende il suo negozio a Orazio Carciotto, agevolandolo molto nell’acquisto. Orazio si butta anima e corpo nel lavoro. Decide di produrre una specialità e cambia il nome del negozio chiamandolo “Casa della mozzarella”. Un giorno, un produttore di mozzarella di nome Alfredo, originario di Caserta, mentre era in vacanza in America, assaggia le mozzarelle di Orazio, le apprezza e decide di spiegare a Orazioi trucchi del mestiere per produrre il caglio per la mozzarella. Orazio in occasione di un suo viaggio in Italia va a trovare Alfredo a Caserta dove vede come si produce la mozzarella campana. Tornato negli Stati Uniti le sue mozzarelle acquistano un altro sapore e avviene il boom.

«Hanno cominciato a interessarsi di noi - racconta - Food Channel, giornalisti, abbiamo vinto pure l’Oscar. Quando ci sono le feste la fila per il mio negozio è lunga come da piazza Duomo al monumento ai caduti di Giarre». Riconoscimenti sono giunti a Orazio  Carciotto anche dalla guida Zagat, una sorta di guida Michelin americana con giudizi sui ristoranti di New York. Orazio spesso rappresenta un po’ anche gli italiani che lavorano nella grande mela, tant’è che in occasione delle presidenziali americane viene intervistato dalle tv nazionali italiane.

Malgrado i successi Orazio resta fedele alle sue origini. «Sono di una famiglia umilissima - dice - ma non mi sono mai vergognato di dire che mio padre faceva lo zappatore. Ci ha educati ai valori importanti della vita e ha permesso a tutti di studiare. Cresci bene se cresci in un ambiente sano con dei principi. Dico sempre che sono di Giarre: per me essere di Giarre, provincia di Catania, in Sicilia, è un onore». 
 

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