All'istituto penale minorile di Caltanissetta la stanza colloqui dedicata ad Aldo Naro, ucciso nel 2015
Impressa la frase del giovane sancataldese: “Non c’è comprensione impossibile per la mente umana se sorretta da forte volontà”
Grande commozione all'istituto penale minorile di Caltanissetta: la sala colloqui è stata intitolata ad Aldo Naro, il giovane medico di San Cataldo ucciso nel 2015 all'interno della discoteca Goa di Palermo.
Il racconto
Un primo momento si è tenuto presso la sala polivalente dell’istituto con il saluto di benvenuto dalla direttrice Viviana Savarino. Ha introdotto il momento il Procuratore della Repubblica Rocco Cosentino e il sostituto procuratore Valentina Tornatore ha ricordato l’incontro con la gelese Franca Evangelista di alcuni giorni fa. A seguito Maria Pia Giuffrida Presidente Associazione Spondè e responsabile osservatorio mediazione penale e giustizia riparativa e il referente locale del Distretto di Caltanissetta Vincenzo Indorato hanno indicato quali sono i punti fondamentali della Giustizia Riparativa.
Presenti due classi del Liceo Classico e Coreutico “Ruggero Settimo” guidati dai loro insegnanti il Prof Enzo Catanese e da Don Alessandro Giambra, nonché cappellano dell’Ipm.
La mediatrice penale, Rita Puglisi, ha fatto un excursus dei vari incontri tenuti all'Ipm, del 4 e 31 ottobre con i genitori di Aldo Naro e con Franca Evangelista, facendo notare come questi incontri hanno profondamente segnato tutti i presenti, nessuno può restare indifferente ai sentimenti messi a nudo da chi ha sofferto e soffre, alle lacrime del padre di Aldo Naro, che ancora oggi non ha ancora ottenuto giustizia. Ha anche raccontato tutto ciò che avviene al di fuori di questi incontri comunitari, i vari momenti privati con i ragazzi, così come prevista dalla prassi della giustizia riparativa.
La reazione dopo il delitto Naro
Forti le parole della mamma di Aldo, che ha raccontato un piccolo miracolo che è avvenuto proprio grazie a questi incontri. Lei aveva promesso a se stessa che non avrebbe mai più messo piede in un istituto penitenziario, come rigetto al male ricevuto. Invece proprio nel primo incontro, quando uno dei ragazzi ristretti in Ipm le ha chiesto di poterla abbracciare e in quell’abbraccio il giovane ha chiesto perdono per la morte del figlio, Anna Maria Naro ha sentito forte la presenza del figlio dalle braccia di un detenuto.
Il luogo dell'incontro
La sala colloqui è ormai la stanza di Aldo Naro è il luogo del cuore, dell’incontro degli affetti più cari, della famiglia. Il cuore che Aldo avrebbe voluto tanto curare, che già da bambino, come raccontava la madre, disegnava il cuore sull’orsacchiotto e si immedesimava in un cardiologo pronto ad assistere il paziente.
I ragazzi hanno infine donato ai genitori di Aldo i bozzetti della tavola che è stata realizzata ed affissa nella “sala colloqui Aldo Naro” e alla Evangelista hanno donato delle pergamene con le parole che sono nate dalle emozioni e dalle riflessioni dell’incontro precedente.
Il secondo momento conclusivo si è svolto proprio nella sala colloqui in cui è stata svelata la tavola in legno realizzata dai ragazzi dell’Ipm che riporta la frase di Aldo “Non c’è comprensione impossibile per la mente umana se sorretta da forte volontà”.