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Butera, “saltano” le pale eoliche a mare: una battaglia durata ben 11 anni

Di Maria Concetta Goldini |

Gela (Caltanissetta) – Undici anni di lotte ed alla fine il comitato No Peos di Gela, Butera e Licata ce l’ha fatta ad allontanare dalle acque del golfo di Gela, in una zona a vocazione turistica, lo spettro di un grande parco eolico marino con 38 pali. È di ieri la sentenza con la quale il Cga respinge l’ennesimo tentativo della società Mediterranean wind offshore srl di contrastare le ragioni di chi, invece, si è opposto al progetto. Non per contrarietà all’energia pulita che deriva dall’eolico, ma verso un parco progettato ad una distanza che lo avrebbe reso visibile dalla costa e incompatibile con il paesaggio del Castello di Falconara ed i tanti investimenti, anche con fondi statali, su strutture turistico ricettive tra Licata, Butera e Gela.

Una battaglia lunghissima e difficile, condotta con una maxi manifestazione a Gela delle popolazioni interessate, continui incontri che hanno visto coinvolti i tre comitati No Peos , le associazioni Archeoclub, Legambiente, Triskelion, Italia nostra e soprattutto azioni giudiziarie con l’aiuto economico dei Comuni di Gela, Butera e Palma di Montechiaro e l’ex Provincia di Caltanissetta. In sede giudiziaria lo scontro ha puntato a dimostrare che l’istruttoria su quel progetto era carente e scorretta. Questo è avvenuto dopo aver superato l’ostacolo della titolarità della Regione Sicilia rispetto ad un progetto che si doveva realizzare a mare.

Due anni fa la prima sezione del Tar Sicilia aveva già accolto il ricorso delle associazioni, dei Comuni e dell’ex Provincia ritenendo fondata la posizione della Soprintendenza del mare guidata da Sebastiano Tusa che contestava il mancato coinvolgimento. Per un progetto che deve realizzarsi in mare, in un golfo in cui sono stati trovati vari relitti dall’età greca alla seconda guerra mondiale, la Soprintendenza del mare doveva essere chiamata ad esprimere parere. Ma così non è stato. Così come non è stata coinvolto nemmeno l’ente gestore della riserva del Biviere considerata la presenza nella zona di aree protette e la rotta di vari uccelli migratori.

La “bocciatura” da parte del Tar non ha fatto desistere la società titolare del progetto che ha presentato ricorso al Cga sostenendo le ragioni per le quali non era necessario coinvolgere nella procedura la Soprintendenza del mare. Ma anche il Cga ha ritenuto che su progetti marini andava acquisito il parere dell’ente istituito dalla Regione per la salvaguardia sul mare. Necessario anche il coinvolgimento della Lipu che gestisce la riserva del Biviere. Inoltre non si è tenuto conto della presenza del castello di Falconara.

Il Cga insomma ha confermato in toto la sentenza del Tar. Felici i vertici dei comitati No Peos Giovanni Iudiced e Maria Ferrara per Gela, Silvio Scichilone per Butera e Salvatore Licata per la città di Licata. «Abbiamo tutelato la Bellezza come bene primario della visione del paesaggio – commenta il maestro Giovanni Iudice – abbiamo sopportato sterili attacchi. Noi lo abbiamo fatto per le future generazioni». «Una battaglia lunga e difficile – aggiunge Silvio Scichilone – contro i colossi della politica e dell’industria. Noi abbiamo difeso la natura e l’archeologia da un progetto che era allocato entro tre miglia dalla costa.L’azienda non ha voluto ascoltare altre proposte di spostare il parco eolico».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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