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Caltanissetta

Imprenditore vicino ai clan, confiscati due milioni a Cristoforo Palmieri

Il provvedimento eseguito dalla Dia. Passano allo Stato immobili e terreni tra Gela e Vittoria

Di Redazione

Beni per oltre due milioni sono stati confiscati all’imprenditore gelese Cristoforo Palmieri, 51 anni anni, nome noto negli ambienti investigativi visti i suoi numerosi precedenti per rapina, estorsione, ricettazione, furto aggravato, detenzione illegale di armi, associazione finalizzata alla truffa ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

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Il provvedimento, eseguito dalla Direzione Investigativa Antimafia, è stato emesso dal Tribunale di Caltanissetta - Sezione Misure di Prevenzione. Gli accertamenti svolti hanno consentito di far rilevare la vicinanza di Cristoforo Palmieri a esponenti mafiosi che gli avrebbe permesso nel tempo di costituire numerose attività economiche “inquinate” o “compromesse” da cui è riuscito a ricavare una ingente ricchezza personale. Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere anche una marcata “pericolosità sociale” a carico dell’imprenditore al quale era stata applicata la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, per la durata di due anni. La confisca definitiva ha interessato: 7 società di cui una con sede all’estero, quote societarie, 6 fabbricati, 2 terreni, 10 rapporti bancari/postali ed una autovettura

Cristoforo Palmieri secondo gli investigatori è una sorta di collante tra i clan di Gela e e quelli di Vittoria disponibile a fare da "testa di legno" per intestarsi beni e società per favorire i clan.

Per gli inquirenti - che hanno passato ai raggi X i suoi contatti ed i suoi movimenti - Palmieri sarebbe molto vicino non solo agli ambienti criminali della Stidda, ma anche delle "famiglie" di Cosa Nostra di Gela e Vittoria. Dalle indagini sono emersi i suoi stretti contatti con "pezzi da novanta" di Cosa Nostra come Alessandro Piscopo, peraltro suo cognato; Antonio Palmieri (suo cugino) Antonio Terlati e con il boss Nicola Liardo. E stretti contatti avrebbe mantenuto anche con esponenti della Stidda come Gaetano Azzolina e con i componenti della famiglia Curvà per effetto della parentela con la moglie, Rosalba Curvà.

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