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Caltanissetta

Il pg di Caltanissetta: «Messina Denaro è malato e potrebbe aver lasciato campo: ora speriamo tutti che collabori»

Le parole di Antonino Patti, al termine dell’udienza del processo per le stragi del '92

Di Redazione

 «Cosa cambia in Cosa nostra dopo l’arresto di Messina? Su questi scenari io non saprei che cosa dire, sicuramente non bisogna abbassare la guardia perché io ritengo che negli ultimi tempi il soggetto, probabilmente anche fiaccato dalla malattia, potrebbe avere un pochettino abbandonato il campo. Ma sono argomenti su cui ne sappiamo poco, non saprei su questo aspetto». Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta, Antonino Patti, al termine dell’udienza del processo a Matteo Messina Denaro, come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio, che si celebra davanti la Corte d’assise d’appello Nissena. 

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 «La sua cattura - ha detto ancora il magistrato - la stiamo vivendo con soddisfazione: a parte la "botta" che l’arresto di Messina Denaro significa per l’organizzazione mafiosa, c'è l'auspicio astratto che possa dare un contributo e collaborare, ma nessuno per il momento può sondare cosa gli passa per la mente». 

«Che collabori lo speriamo tutti, ma nessuno di noi può saperlo - ha aggiunto -. E’ depositario di conoscenze sulla stagione stragista del '92 e '94 ancora oggi non sondate e sconosciute da altri collaboratori».

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