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Bollette, mutui e debiti insostenibili: la povertà a Catania cresciuta del 150% in 3 anni

L’Help Center della Caritas è il principale termometro che segna il livello di bisogno, forte anche tra l'ex ceto medio 

Di Cesare La Marca |

Occhi bassi, poche parole sillabate, storie simili e diverse, dignità e anche qualcos’altro, vergogna per una condizione mai vissuta, divenuta in pochi mesi amara realtà nel micidiale incrocio della storia tra pandemia, guerra, rincari e crisi del lavoro. «Il sabato c’è più merce e alla chiusura del mercato trovo sempre qualcosa da mettere nella borsa, ormai è impossibile fare la spesa al supermercato», dice la donna china sui resti di frutta e verdura ai margini di piazza Carlo Alberto. 

Il sabato dice molto, su questa amara realtà, così come il mercoledì e il giovedì, quando la mensa dell’Help Center della Caritas accoglie anche i frequentatori della mensa delle suore di Madre Teresa, così come ogni giorno, ormai. «Per chi ha superato i cinquant’anni reinserirsi oggi è davvero difficile – dice Salvo Pappalardo, una delle “anime” della Caritas di Catania diretta da don Piero Galvano – allora sì che il Rdc è giusto, ma abbiamo visto anche ragazzi di 25 anni che lo preferiscono al servizio civile o all’inserimento mirato a un lavoro, su questo riteniamo debba basarsi la nuova norma. Alla mensa dell’Help Center serviamo una media di oltre 700 pasti al giorno, di cui 200 tra pacchi spesa e alimenti per i bambini, la povertà è aumentata  fino al 150% rispetto a tre anni fa». In base a stime Caritas, nel primo semestre del 2022, rispetto al 2021, sulla base degli ascolti all’Help Center e della fruizione della mensa, i “nuovi poveri” sono aumentati del 15%, con un netto incremento di italiani (70%), mentre extracomunitari e comunitari sono cresciuti del 25% e del 5%. «Nel nostro centro ascolto di via Acquicella – aggiunge Salvo Pappalardo, tre lauree in Economia, Direzione Aziendale e Giurisprudenza e tre master universitari – assistiamo ogni giorno numerose persone che si trovano nell’impossibilità di pagare le bollette, il mutuo o l’affitto di casa, che si sono rovinate con il gioco d’azzardo o si sono indebitate in modo insostenibile, sempre più spesso è l’ex ceto medio che con dolore si rivolge a noi. Diamo anche consigli di economia domestica su come ridurre le spese, le famiglie che affrontano per la prima volta questa condizione sono ancora più in difficoltà per tutto, alimenti, farmaci, spese per i figli che vanno a scuola. Da gennaio a oggi sono oltre 5.245 le persone prese in carico tra Centro ascolto e servizio di microcredito, comprese quelle dei comuni etnei delle parrocchie della Diocesi». 

Il microcredito si è rivelato prezioso, ma non sempre possibile. «Davanti al fallimento di una ditta e debiti per oltre 80mila euro non può bastare – spiega il vicedirettore della Caritas – ma per le famiglie in difficoltà con l’affitto spesso è stato provvidenziale, col tasso di 1,90% per un credito massimo di 4mila euro, cioè 75 euro in tre anni». Il primo passo, forse il più difficile, per uscire da una situazione in cui ormai in molti potrebbero trovarsi. Per questo le porte di Help Center e Centro ascolto sono sempre aperte, grazie ai loro volontari, oggi più che mai.        COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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