Capodanno a Catania, Caserta (Pd) denuncia «i silenzi dell'amministrazione comunale»
«Le carte dell’indagine svelano, così come riportato da numerosi organi di stampa, che quel finanziamento potrebbe essere stato parte di un patto corruttivo»
«I magistrati, che non sono né rossi né bruni, a Palermo come a Milano, sottopongono giustamente a controllo - e poi a giudizio - l’azione di chi detiene funzioni pubbliche. Possono sbagliare? Certo. Ma se si sapesse senza indagare chi sono gli innocenti e chi sono in colpevoli non ci sarebbe bisogno della magistratura. Basterebbe un algoritmo che calcola le pene e le sconta sulla base delle attenuanti». A dirlo, in un lungo post su Facebook, è il capogruppo del Pd a Catania Maurizio Caserta.
«È emersa, in queste settimane in cui sono state rivelate le carte dell’indagine della Procura di Palermo, una questione che tocca il Comune di Catania», prosegue l'ex candidato sindaco in riferimento alle indagini che coinvolgono anche il presidente Ars Gaetano Galvagno. «In particolare, le spese sostenute per il Capodanno 2024, decise durante il 2023. Si ottenne allora un finanziamento regionale cui vennero aggiunte risorse proprie del Comune di Catania. Adesso le carte dell’indagine svelano, così come riportato da numerosi organi di stampa, che quel finanziamento potrebbe essere stato parte di un patto corruttivo, destinato a fornire utilità a soggetti che nulla avevano a che fare con ciò che serviva per organizzare quella festa di Capodanno in piazza a Catania. Ho chiesto più volte nella sede pubblica, in Consiglio Comunale a Catania, rivolgendomi ai componenti di Giunta presenti, se l’amministrazione avesse sentito il bisogno, a tutela della stessa e del consiglio comunale, di accertare se quel finanziamento non fosse stato destinato, in qualche misura, attraverso voci di spesa non coerenti con il valore del servizio richiesto, a fornire quelle utilità. Nessuna risposta. Solo sguardi persi nel vuoto. Si doveva dire una delle due cose: a) quella coerenza è stata accertata; oppure b) accerteremo quella coerenza. Entrambe le risposte avrebbero comportato una assunzione di responsabilità politica, merce rara a Catania».