Capodanno a Catania e non solo: i grandi eventi portano alle città valore aggiunto
Per ogni euro speso ne generano oltre 2
Si aprirà con la festa di Sant’Agata a Catania e si chiuderà a dicembre con il Chocomodica, la festa di Santa Lucia a Siracusa e il Presepe vivente di Custonaci. L’elenco delle manifestazioni di grande richiamo turistico per il 2025, approvato l’estate scorsa dall’assessore regionale Elvira Amata, è ricco e contempla 43 eventi.
Ben quattro di questi eventi - Celebrazioni Belliniane di Catania, Coppa degli Assi di Palermo, Sicilia Jazz Festival e Settimana di musica sacra di Monreale - impegneranno 10,5 milioni di euro nel triennio 2025-27, in base all’ultima finanziaria regionale. Discorso a parte per Agrigento, proclamata dal governo nazionale Capitale della Cultura 2025.
Al netto di qualche illustre assente, Taoarte ad esempio, tali eventi di grande richiamo quanto possono stimolare l'economia locale e generare ricchezza nel territorio?
I calcoli non sono mai facili.
Una ricerca di qualche anno fa della Università IULM evidenziava che ogni euro speso nella gestione di una struttura dello spettacolo genera fino a 1,7 euro di produzione di beni intermedi sul territorio e 2,4 euro di valore aggiunto. All’impatto economico contribuisce anche l’indotto turistico, ovvero la spesa dei visitatori in alloggi, ristorazione e servizi locali. Secondo un’altra ricerca, realizzata da Rsm-Makno, ogni euro speso nella gestione di un evento determina effetti economici positivi per 2,65 euro.
Sarà così anche per il concerto di Capodanno di Canale 5, in diretta da Catania? In base alle prime evidenze, tutti i principali alberghi cittadini hanno registrato subito il “sold out” per l’arrivo di tecnici, staff e operatori televisivi al seguito degli artisti. Per tutto il resto, i conti si faranno solo alla fine.
*Professore di Economia e Gestione delle Imprese
Università degli Studi di Catania