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Catania, il Consiglio comunale vota per il museo a Jean Calogero e il Pala Lilyana Pizzo

Le due mozioni, approvate, sono state entrambe proposte dai due consiglieri d'opposizione del M5s

Redazione La Sicilia

26 Luglio 2024, 08:16

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L'impegno a intitolare il PalaCatania a Lilyana Pizzo e l'individuazione di una sede da destinare a Museo Civico di arte contemporanea, con uno spazio espositivo permanente dedicato a Jean Calogero. Sono le due mozioni approvate dal Consiglio comunale di Catania su proposta dei due consiglieri del Movimento 5 stelle.

«Sono passati ormai 10 anni - dice la consigliera comunale M5s Gianina Ciancio, prima firmataria delle mozioni - dalla presentazione di una petizione promossa dall' "Archivio Jean Calogero" che, nel comunicare la disponibilità a donare diverse opere al comune, ne chiedeva la valorizzazione per omaggiare un artista di fama mondiale che forse solo nella sua città non ha ancora avuto il giusto riconoscimento. A distanza di anni, la questione non può ritenersi chiusa, considerato che la città non può e non deve perdere questa straordinaria opportunità, anche per ampliare la sua offerta culturale»

L'altra mozione prevede l'intitolazione dell'impianto sportivo alla pallavolista e allenatrice, vincitrice dell'unico scudetto di pallavolo femminile in Sicilia, inserita nella hall of fame della Federazione Italiana Pallavolo. «Anche in questo caso - continua Ciancio - è stata presentata una petizione sottoscritta da quasi 14.000 persone e la causa è stata sposata da numerose personalità del mondo dello sport. Il Sindaco si è detto contrario all'iniziativa, ma proprio per questo serviva una presa di posizione da parte del Consiglio nella sua interezza, che evidentemente ha un'idea diversa». Insomma un Consiglio, quello del 24 luglio, che ha avuto come protagoniste due figure importantissime distintesi per fama e meriti, alle quali Catania deve molto. «Ringraziamo i colleghi - conclude il consigliere Graziano Bonaccorsi - di opposizione e maggioranza, che hanno sottoscritto, condiviso e votato le nostre mozioni, dimostrando così indipendenza e autorevolezza»