Catania, il fantoccio di via Gualandi: le ipotesi degli investigatori e il possibile "movente"
La polizia scientifica e la digos stanno effettuando i rilievi, social al setaccio
Il manichino impiccato appeso al ramo di un albero in via Don Gnocchi, in prossimità dell’incrocio tra via Fratelli Gualandi e via Abate Silvestri a Trappeto nord, ha fatto una certa impressione. A portarlo via, intorno alle 12 gli agenti della polizia scientifica, intervenuti sul posto assieme alla Digos. Il presidente del IV Municipio, Rosario Cavallaro, è andato in questura a sporgere denuncia contro ignoti.
L’atto d’accusa era affidato a un cartello attaccato al petto del fantoccio vestito di bianco. «Cara amministrazione comunale, per avere un po’ della tua attenzione bisogna fare questo?». Un riferimento molto chiaro, con un destinatario esplicito e lontano dal quartiere, sul quale adesso indagano le forze dell’ordine. «Ho sentito il sindaco prima di andare a denunciare, mi ha detto di andare avanti», racconta il presidente Cavallaro.
«Nessuno si è preso la responsabilità del manichino, ma c’è un clima di attacco nei confronti delle istituzioni. Ci sono dei residenti che lamentano, per esempio, la mancata cura del verde. E mentre ero lì qualcuno diceva che proprio la potatura di quell’albero, ormai pericoloso, era stata richiesta da tempo», continua il presidente. Il manichino, insomma, non ha niente a che vedere, secondo lui, con l’esplosione del 21 gennaio a causa di una perdita di gas a poche centinaia di metri di distanza, sul troncone di via Gualandi che comincia in via Galermo.
«Siamo totalmente estranei ai fatti - replica il consigliere Zingale - È un gesto bruttissimo, non so chi abbia potuto farlo. Forse qualche residente esasperato che cerca così di attirare l’attenzione, visto che là da 40 giorni manca l’illuminazione pubblica ancora a causa dell’esplosione di fine gennaio».
Zingale e i colleghi della più ferma opposizione a Cavallaro si sentono accusati di complicità nel macabro messaggio alla politica cittadina. «Speriamo che si scopra presto chi è stato e che venga punito», conclude il consigliere di Municipio.