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Catania, poltrona di vicesindaco fa gola a tanti. Ma da Pogliese: «Resistere, resistere!»

Di Giuseppe Bonaccorsi |

Catania – «Resistere, resistere, resistere!» L’imperativo lo avrebbe pronunciato il capo dell’amministrazione Salvo Pogliese al suo vicesindaco Roberto Bonaccorsi solo qualche settimana fa, poche ore prima della decisione di nominare i suoi due nuovi assessori. In particolare l’oggetto della discussione sarebbe stata l’indicazione dell’assessore Enrico Trantino oggi ai Lavori pubblici. Voci di palazzo, infatti, davano Trantino il pole position per il ruolo di vicesindaco al posto di Bonaccorsi, ma Pogliese avrebbe detto categoricamente no agli emissari del movimento «Diventerà bellissima» del governatore Musumeci e dell’assessore Ruggero Razza che avevano abbozzato una proposta ad hoc al sindaco. Le “voci” però nei giorni successivi non si sono affatto spente e continuano ancora. Anzi si allargano e coinvolgono altri spezzoni della maggioranza. Ambienti sostengono che adesso siano messe in giro dalle opposizioni per confondere le carte. Propendono nel sostenere che nel prossimo rimpasto le pressioni torneranno a farsi insistenti sul sindaco, per di più in vista della decisione del Tribunale di Palermo sul processo al primo cittadino sulle “spese pazze” alla Regione. Il 4 dicembre è slittata l’ultima udienza del processo a causa dello sciopero degli avvocati e ne parlerà a gennaio.

Una decisione potrebbe arrivare tra febbraio e marzo. Nel caso in cui Pogliese dovesse essere condannato – anche se molti lo considerano un fatto molto remoto – il sindaco incapperà nella legge Severino e sarà sospeso dalla carica per 18 mesi. Al suo posto dovrebbe andare il vicesindaco Bonaccorsi che però non piace a diversi referenti di maggioranza – non certo per la sua professionalità di esperto di Finanza e vero artefice tecnico del bilancio riequilibrato – ma soprattutto per la sua indipendenza dai partiti. Bonaccorsi, infatti, può per certi versi essere considerato un tecnico anche se in quota al sindaco, e quindi per questo osteggiato velatamente da ampi settori della maggioranza che, nel caso in cui Pogliese dovesse essere sospeso, propenderebbero per avere alla guida del Comune un uomo di partito, o comunque un esponente vicino ai settori più rappresentativi della maggioranza.

Le pressioni che sarebbero state fatte per Trantino propenderebbero per questo scenario. Trantino è una figura di alta levatura, ex presidente della Camera penale, ma soprattutto espressione di «Diventerà bellissima» di Musumeci. Lo scenario muta se si prende in considerazione l’altra parte della maggioranza che fa capo a «Grande Catania» gruppo di riferimento dell’ex governatore Lombardo. Su questo fronte, pare, sia stata avanzata la proposta di prevedere come vicesindaco Sergio Parisi, attuale assessore allo Sport. Addirittura c’è chi vocifera che in ambienti lombardiani la possibile condanna di Pogliese avrebbe aperto scenari nuovi e finora inimmaginabili, come una sorta di patto tra gli uomini di Lombardo e quelli del deputato regionale di Italia viva, Luca Sammartino, con ipotesi di andare anticipatamente al voto per preservare lo scranno di sindaco all’attuale senatrice Valeria Sudano, scenario non ancora del tutto tramontato, ma quantomeno offuscato dalla recente vicenda giudiziaria che mette al centro dell’attenzione le relazioni politiche-elettorali del deputato ex Pd soprannominato «mister 32mila preferenze».

In questo contesto da presunto accerchiamento il «resistere resistere resistere!» di Pogliese a Bonaccorsi avrebbe il significato di blindare il vicesindaco col supporto di tutto il partito di Fratelli D’Italia. Guarda caso proprio in questi giorni il vicesindaco Bonaccorsi è volato a Strasburgo per una visita all’europarlamento e al deputato Raffaele Stancanelli, ex sindaco proprio nella consiliatura in cui Bonaccorsi fece il vicesindaco con l’avvio del ‘piano di risanamento del Comune. In ambienti di palazzo si sostiene che la visita a Stancanelli era stata ampiamente prevista da tempo visti gli ottimi rapporti che intercorrono tra il vicesindaco e l’ex capo dell’amministrazione. Ma il viaggio – ala luce delle voci insistenti sull’accerchiamento di Bonaccorsi – può oggi essere inquadrato solo come pura coincidenza?COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA