Catania, San Cristoforo quartiere senza regole: il riscatto passa dai controlli
"Viaggio" a bordo di una Volante della polizia tra servizi antidroga, ispezioni nelle stalle e verifiche amministrative
C’è un intero quartiere fermo a guardare. Incredulo e incuriosito e a tratti quasi infastidito. Siamo nel cuore di San Cristoforo dove l’azione di prevenzione e repressione da parte della polizia continua a dare i suoi frutti: una nuova stalla abusiva scoperta in via Alogna, prodotti ortofrutticoli non tracciati sequestrati in via Belfiore e mezzi a due ruote irregolari sanzionati in via Plebiscito. Controlli che potrebbero sembrare ripetitivi, ma che racchiudono una valenza sociale non indifferente in una zona rimasta franca per troppo tempo che ha bisogno di un riscatto. Riscatto che passa proprio dai controlli serrati e continui eseguiti dalla polizia e dalle altre forze dell’ordine non solo per garantire decoro e sicurezza, ma anche per prevenire quei fastidiosi episodi di criminalità diffusa.
Un copione già scritto
Quello di San Cristoforo risulta così un copione già scritto: centauri e passeggeri senza casco che scorrazzano per le vie del quartiere, cani maltrattati e legati, cavalli tenuti in pessime condizioni. È qui, in questi vicoli, in queste strade, che mentre i grandi spacciano, i piccoli giocano tra rifiuti di ogni genere. In barba alle regole del vivere civile e senza rispetto. Perché - ieri - nonostante la presenza della polizia, in un caldissimo pomeriggio di metà settembre, quasi con irriverenza i residenti sono rimasti a guardare come se nulla fosse.
Il "nostro" tour
La Sicilia - a bordo di un’auto della questura - ha seguito le operazioni di verifica e di identificazione, controlli eseguiti (con Polizia Locale, Asp, Forestale e con l’impiego degli agenti delle Volanti, dell’unità cinofila, della polizia Scientifica e del reparto mobile) nell’ambito della task force voluta dal questore Giuseppe Bellassai.
Dai controlli antidroga alla stalla abusiva
Il primo controllo ha riguardato una rivendita di ortofrutta in via Belfiore. Tra le proteste del titolare «Così non ci fate lavorare, io la mattina mi alzo alle due per andare al lavoro…» i poliziotti, gli agenti dell’Annona e gli ispettori della Forestale hanno acquisito e controllato i documenti che riguardano la tracciabilità dei prodotti. Risultato? Quelli senza etichettatura sono stati sequestrati e saranno donati in beneficenza alla sede di via Santa Maddalena della Locanda del Samaritano. Poco più in là, a un angolo di via della Concordia, c’è un giovane venditore ambulante. Sul banco - abusivo - tiene in bella mostra meloni gialli e uva bianca. Anche per lui è scattato il controllo. Dopo avere ricevuto una segnalazione, poi, l’attenzione degli investigatori si è spostata in via Alogna. All’arrivo delle Volanti e della Jeep dell’unità cinofila con a bordo il cane-poliziotto Ares in giro non c’è anima viva. L’aria è caldo-umida, quasi irrespirabile. E il sole è cocente. Ares con il suo conduttore, una poliziotta, va in avanscoperta a cercare la droga. Si arrampica su una collinetta di rifiuti e si addentra negli anfratti di una costruzione abbandonata. Nel frattempo, gli uomini delle Volanti, i colleghi della scientifica e i veterinari dell’Asp ispezionano la stalla: l’ennesima fatiscente e abusiva. Sulla sedia, impolverato, dorme un gattino. A fianco due cani legati a lunghe catene di ferro: uno è all’aria aperta, ma sotto il sole, l’altro in un box angusto e sporco. C’è un pony senza microchip di cui il medico veterinario e un poliziotto si prendono subito cura. Ci sono delle caprette rinchiuse al buio. E galline che saltellano da una parte all’altra. Dei proprietari dei locali e dell’appezzamento di terreno non c’è traccia. Terza tappa, un’attività commerciale di via Plebiscito specializzata nel noleggio di moto e scooter. La rivendita non è nuova ai controlli di polizia e recentemente è stata bersaglio di una serie di fucilate sparate nella notte contro la saracinesca. I mezzi a due ruote parcheggiati sui marciapiedi, che abusivamente occupano il suolo pubblico, non sono passati inosservati. Anche in questo caso è scattato il sequestro, con multe e sanzioni per il titolare.