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Cenere, ancora 10 settimane per ripulire Catania. E in città i cumuli di rifiuti vanno in fiamme

La Sesta commissione “Ecologia, rifiuti e raccolta differenziata” chiede chiarimenti su quanto effettuato finora

Maria Elena Quaiotti

11 Luglio 2024, 15:38

Cenere

Cenere

Per l'emergenza cenere vulcanica «si stima un periodo di almeno dieci settimane per tornare a una situazione accettabile». È di ieri sera alle 20.30 il comunicato inviato dal sindaco Enrico Trantino sugli step finora attuati per la raccolta, in particolare nel Lotto centro. «Con la piattaforma che sta per essere convenzionata – si aggiunge - si posizioneranno sul territorio casse scarrabili al servizio delle spazzatrici, modalità che dovrebbe semplificare e velocizzare le attività di spazzamento. Potrebbero essere smaltite giornalmente fino a 100 tonnellate di cenere vulcanica».

I dettagli delle informazioni su spazzamento strade e marciapiedi sono stati al centro della Sesta commissione “Ecologia, rifiuti e raccolta differenziata” presieduta da Serena Spoto (Mpa) convocata oggi alle 12.30 con il direttore all’Ecologia Lara Riguccio; mercoledì 17 invece si terrà la Quinta commissione “Lavori pubblici e manutenzioni” presieduta da Angelo Scuderi (Mpa) che chiederà gli aggiornamenti sulla “pulizia caditoie per l'emergenza cenere” all'assessore alle Manutenzioni Giovanni Petralia. Le due commissioni saranno visibili sui canali Youtube dedicati.

«La situazione in città è davvero critica – dice Spoto – le strade e i marciapiedi sono, ormai dopo sette giorni, ancora stracolmi di cenere creando gravi problemi per la salute dei nostri concittadini. La caduta di cenere vulcanica ormai è un evento ciclico e pertanto l'amministrazione doveva essere pronta a fronteggiarlo in tempi brevi. Purtroppo è stata colta nuovamente di sorpresa. Proprio perché evento ciclico non si può ottenere neanche il supporto della protezione civile». «Serve – rilevano i consiglieri Mpa Angelo Scuderi e Daniela Rotella – velocizzare la rimozione della cenere dai tombini completamente pieni: in caso di pioggia le conseguenze sarebbero disastrose». È Andrea Cardello insieme al gruppo in consiglio Prima l'Italia-Lega a chiedere che «si velocizzino le operazioni e l'amministrazione espliciti le soluzioni e le tempistiche di intervento che si stanno adottando».

«Su cenere e rifiuti si rischia la paralisi totale, le difficoltà del Comune sono sotto gli occhi di tutti – ribadisce Lorenzo Costanzo, presidente Cidec – si apra un tavolo di crisi in prefettura, ricordando il monito di mons. Renna sulla maggior qualità e capillarità nelle iniziative. Si studi un piano, con personale anche volontario e adeguatamente formato, per essere pronti ad una risposta immediata al ripresentarsi di una prossima emergenza di qualsiasi natura».
«Forse si dovrebbe far capire che sono cadute 17mila tonnellate di cenere sulla città – ha spiegato a “La Sicilia” Salvo Tomarchio, assessore all'Ecologia – e che la maggior parte delle arterie principali, di rotatorie, piazze e una parte delle arterie secondarie è già stato ripulito, e si sta continuando ad operare. Piano piano si farà tutto, ma non ci sono precedenti rispetto a tutta la cenere che è caduta: noi abbiamo un contratto con ditte che devono garantire l'ordinario, in cui non è previsto che debbano ripulire tutto in due giorni altrimenti glielo avremmo fatto rispettare, ma è previsto che debbano ripulire e lo stanno facendo. Inoltre si deve garantire anche l'ordinario, che già soffre nel quotidiano. Non c'è né negligenza, né disattenzione, tantomeno distrazione. Il lavoro procede 24 ore su 24». Nel frattempo solo martedì sera si è assistito all'ennesimo rogo di cumuli in via Cotone a San Cristoforo e si attende la data di avvio del porta a porta per i sacchi di cenere vulcanica. Alcuni già esposti da giorni fuori dalle abitazioni, ma non solo.