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Coronavirus: reparto pieno a Catania, donna ricoverata a Siracusa

Di Redazione |

CATANIA – Con il crescere dei contagi arrivano segnali poco incoraggianti dal sistema sanitario, messo nuovamente a dura prova dall’aumentare dei ricoveri ospedalieri per coronavirus  Il segnale arriva da due pazienti con Covid che sono stati accompagnati al pronto soccorso del Policlinico, reparto ormai di riferimento del reparto Covid del San Marco di Librino, ospedale della stessa azienda Policlinico, ma ancora privo di pronto soccorso. I medici, dopo avere appurato che si trattava di due casi di coronavirus e viste le condizioni sanitarie dei due pazienti, un uomo e una donna, ha allertato i reparti di riferimento, ma purtroppo mentre per l’uomo il posto letto è stato trovato tra mille difficoltà, per la donna non si è riuscito a reperire un posto per il ricovero e il reparto ha dovuto allertare le autorità sanitarie regionali, che alle fine hanno reperito un posto letto a Siracusa dove la donna è stata trasportata.

Insomma, sino a venerdì notte Catania non aveva più un solo posto disponibile nei reparti Covid, cosa al contrario delle terapie intensive dove ci sono più di una decina di pazienti, ai quali si aggiungono due ricoveri provenienti dal Garibaldi e dove i posti letto per fortuna finora non scarseggiano.

L’Asp ha provveduto a individuare e a rendere disponibili  un centinaio di posti letto in due hotel Covid e una Rsa che in pochissimi giorni permetteranno di liberare diversi posti letto negli ospedale trasferendo tutti quei pazienti che seppure guariti non possono essere dimessi perché ancora positivi.

A proposito dei contagiati in isolamento il commissario regionale Covid, dott. Pino Liberti invita ad abbassare i toni. «All’incirca a Catania abbiamo circa 800 positivi in quarantena a casa che vengono monitorati dalle Usca, ma abbiamo sino ad oggi circa 90 ricoveri tra Malattie infettive e rianimazioni, una percentuale molto bassa di casi, se messa in rapporto a quanto era accaduto a marzo ed aprile. Quindi bisogna adottare tutte le misure necessarie a contenere il virus, mascherine e distanziamento in primis, ma la situazione non è ingestibile e si sta facendo il possibile per abbassare ancora questo dato».

Liberti è intervenuto anche sul focolaio alla Cardiologia del Gravina di Caltagirone. «In un primo tempo davanti al numero dei casi in aumento si era pensato di chiudere il reparto, poi, però, vista l’importanza del reparto in un contesto territoriale molto abitato, si è deciso di sospendere solo i ricoveri non urgenti e continuare a garantire le emergenze».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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