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INCHIESTA DOPPIO GIOCO

«Così Cosa Nostra ha investito nelle scommesse online», ci sono 31 rinviati a giudizio

Molti imputati salvati dalla prescrizione

Di Laura Distefano |

Sì sono ridotti a 31 gli imputati dell’ultimo capitolo dell’inchiesta Doppio Gioco, sugli interessi della mafia nelle scommesse clandestine. Il gup Stefano Montoneri ha rinviato a giudizio Vincenzo Abate, Antonello Agnello, Michele Alessandro, Giuseppe Angelico, Graziella Barbieri, Orazio Bonaccorso, Giuseppe Boscarino, Bernardo Castello, Antonio Colacchio, William Crali, Sebastiano De Matteo, Carmelo Di Salvo, Antonino Agatino Epaminonda, Alfonso Ferorelli, Danilo Giuffrida Maurizio Guzzo, Angelo Mangione, Francesco Nania, Giuseppe Palmisciano, Anna Maria Rinzivillo, Carmelo Santapaola (ex vicesindaco di Misterbianco e già coinvolto nel blitz Revoluzion Bet), Aldo Scalia, Gaetano Sciacca, Salvatore Sparacio, Emilio Taranto, Gaetano Timpanaro, Antonello Viola, Filippo Zimbili. Il processo è stato fissato al prossimo 9 gennaio 2025 davanti alla III sezione penale del Tribunale .

Martedì mattina a Bicocca gli imputati erano 81. Il pm Giuseppe Sturiale per molti di loro ha chiesto al gup di dichiarare l’estinzione del reato per l’intervenuta prescrizione. Che è stata accolta.L’inchiesta del Gico della Guardia di Finanza, che fu un po’ il proseguimento dell’operazione Revolution Bet, mise in luce l’attenzione dei Placenti di Lineri (bookmakers dei Santapaola e che stanno affrontando già da tempo il dibattimento) sulle scommesse online. Il gaming sulle piattaforme web avrebbe potuto quindi arricchire le casse di Cosa nostra. Anche grazie alle indicazioni del pentito Fabio Lanzafame, che ha parlato con diverse procure italiane, i finanzieri riuscirono a ricostruire la rete di skin che avrebbero creato un mercato clandestino del betting su alcuni circuiti online. Le indagini riuscirono a individuare i vari “.com” che sarebbero stati utilizzati per mettere insieme i tasselli di un sistema che negli ultimi decenni ha attirato diverse organizzazioni criminali. Un primo segnale dell’interesse della mafia nel fare affari sulle piazze finanziarie virtuali.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA