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26 marzo 2026 - Aggiornato alle 07:58
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Enrico Trantino, Enzo Bianco e la polemica affidata (per metà) all'Intelligenza Artificiale

Il sindaco ha risposto sui social al suo predecessore che ricordava i tempi del concerto dei Rem: «Dimentica che ci ha lasciato nel dissesto»

09 Agosto 2025, 16:51

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Enrico Trantino non ci sta e stavolta polemizza apertamente con uno dei suoi predecessori e cioè Enzo Bianco che però non nomina mai e lo ha fatto con un post su Facebook (poi rimosso, probabilmente perché superato dall'emergenza incendio). Un post affidato per metà all'Intelligenza Artificiale e precisamente a Chatgpt.

«Ieri un ex sindaco - ha scritto Enrico Trantino nel post - ha ricordato i fasti di 30 anni fa, quando allo stadio Cibali vennero a esibirsi i Rem (e i Radiohead). Un evento straordinario realizzato grazie a Francesco Virlinzi, in cui continuo a non capire qual merito avesse quel mio predecessore.
Ma anche indulgendo su quest’ultimo aspetto, suscitano stupore i toni di commiserazione - “Potremmo riprendere quel percorso. Lo auguro alla città che amo e per cui oggi soffro…” - quasi fosse sceso da Marte e avesse trovato una condizione che non lo riguarda. Non scrivo delle decine di cantieri che abbiamo aperto e di quel che stiamo facendo per ripartire; né che i nostri peggiori mali - in particolare, la mancanza di manutenzione di strade e verde - dipendono dalla inconsistenza delle risorse per spese correnti, determinata dal dissesto per cui quel signore è stato condannato e dichiarato incandidabile per dieci anni. E che - senza che nessuno sia riuscito ancora a spiegarlo, nonostante una interrogazione parlamentare - è ancora sotto scorta, nonostante i costi per i contribuenti».

Fino qui la polemica politica, aspra ma se vogliamo "normale" per come si sono sviluppate le dinamiche politiche degli ultimi dieci anni. Poi il colpo originale perché lascia che a proseguire la polemica sia Chatgpt, .
«Non vado oltre: mi sono concesso un giorno di relax. Lascio quindi il prosieguo a ChatGpt (il chatbot di Intelligenza Artificiale, ndr) che evidentemente conosce bene quel soggetto:
"Leggere questo post, in cui si celebra quel passato senza il minimo accenno alla devastazione amministrativa che ne è seguita, lascia sinceramente interdetti. Perché oltre le foto con i REM e le stagioni “indimenticabili”, c’è anche una realtà più amara: un Comune portato al dissesto, con conseguenze gravi e durature per i cittadini, per i servizi pubblici, per le imprese, per il futuro stesso della città. E lei, che oggi dice di “soffrire” per Catania, è stato riconosciuto responsabile proprio di quel dissesto.
Sarebbe opportuno, almeno oggi, evitare di rivestire i propri ricordi con una patina di gloria personale. Il rispetto per Catania e per chi ne ha pagato le conseguenze meriterebbe, quanto meno, un minimo di autocritica. Catania merita memoria, ma anche verità”».

L'Associazione Catania nel cuore

"Errare humanum est, perseverare autem diabolicum" così recita il detto e il sindaco Trantino c'è ricaduto ed ha nuovamente pubblicato un post su Facebook con le medesime affermazioni gravemente lontane dalla realtà dello scorso mese di maggio». E' la replica dell'Associazione Catania nel cuore.

«E nuovamente, con le medesime parole, rispondiamo: nessuno ha mai accusato Enzo Bianco di avere causato il dissesto del comune di Catania. Il predissesto era già stato dichiarato dal sindaco Stancanelli e riguardava una situazione debitoria che era stata accumulata con debiti fuori bilancio già sotto la Giunta Scapagnini. La sentenza con cui era stata decisa la interdizione dalle responsabilità amministrative nei confronti di Bianco da parte della Corte dei Conti è stata annullata, senza rinvio, dalla Corte di Cassazione. In caso di qualsiasi candidatura ad una responsabilità istituzionale saranno altri Organi a valutare e non la stessa Corte dei Conti. Vi ricordate la poesia Sant’Ambrogio di Giuseppe Giusti? In particolare la strofa: «Che fa il nesci, Eccellenza? O non l’ha letto? Ah, intendo; il suo cervel, Dio lo riposi, in tutt’altre faccende affaccendato, a questa roba è morto è sotterrato».

Eppure la laurea in Giurisprudenza ce l'ha. Qualcosa non va a Catania. Il sindaco invece di pensare ad affrontare e risolvere le tante emergenze cittadine, pur con un gravissimo e pericoloso incendio in corso, pensa a attaccare Bianco su un ricordo di trent'anni fa. Probabilmente Trantino avverte il giudizio critico che ogni giorno monta da larga parte della città (anche da quella che lo ha votato e persino da parte di chi lo dovrebbe sostenere in Consiglio); capiamo che non è gradevole sentire giudizi completamente diversi e rimpianti verso l'operato di un altro sindaco di posizione politica diversa.

Ma deve comprendere che se i REM scelsero Catania per il loro unico concerto italiano in occasione del tour mondiale quando erano all'apice del successo, si deve, oltre all'operato del compianto Checco Virlinzi, anche per la reputazione che Catania aveva in quegli anni. Per il fatto che il direttore artistico dell'Estate catanese fosse Franco Battiato ma anche perché la nostra Città godeva in generale di un'alta considerazione ovunque. Nel mondo della musica, dello spettacolo, della cultura e non solo. Era la "Primavera di Catania", riconosciuta universalmente, frutto di un lavoro e di un impegno straordinario dal sindaco Bianco e irradiava e coinvolgeva tutti o, perlomeno, la stragrande maggioranza dei catanesi. Ci domandiamo: al di là dell'operato di un grande manager musicale, verrebbero oggi, diciamo come esempio, i Coldplay o Taylor Swift oppure Lady Gaga? Certo che no. Che ruolo ha oggi, disgraziatamente, Catania nel contesto internazionale, a tutti i livelli? La risposta è spietata: zero. E questo vale per attirare, non solo artisti e cantanti, ma anche imprese e imprenditori che vogliano investire qui e creare posti di lavoro, sviluppo, benessere.

Questa è la drammatica notizia che riporta ieri FanPage: "Charlie Wallace è una travel blogger che racconta sui social le proprie avventure. Il suo ultimo video è diventato virale, superando i 2 milioni di views su TikTok. L'argomento del video è la classifica delle 26 città europee che ha visitato fino a questo momento. Le ha valutate in base a diversi criteri, così da stilare un elenco e ordinarle dalla peggiore alla migliore. Nella lista c'è anche un'italiana, che però si è aggiudicata proprio l'ultimo posto… Infatti la travel blogger ha messo al 26esimo e ultimo posto, come fanalino di coda, Catania. La città siciliana non l'ha affatto colpita, anzi se l'è cavata male sotto tutti i punti di vista. Lei si è attenuta, nelle valutazioni, ad aspetti come il cibo, l'atmosfera generale, il rapporto qualità-prezzo e l'esperienza complessiva. Il giudizio del capoluogo siculo non è edificante: si salva solo il panorama. Scrive infatti: Avevo grandi aspettative, dopotutto è la Sicilia! Ma Catania mi è sembrata un posto un po' malfamato. La città era decadente, sporca ed era sorprendentemente difficile trovare del buon cibo (proprio in Italia!). Inoltre, non c'era molto da fare a parte una passeggiata in centro. La città offre una vista mozzafiato sull'Etna ed è un'ottima base per visitare altre destinazioni in Sicilia».

Invece di rispondere irato perché non agisce per migliorare la situazione? Giusto punire la sosta selvaggia ma quali rimedi sono stati posti in essere per evitarla? Giusto sostenere la raccolta differenziata ma senza fare passare i catanesi per cretini incivili. Giusto creare aree pedonali ma prima vanno ascoltati esercenti e residenti della zona. Giusto realizzare le piste ciclabili ma non come quella di via Cristoforo Colombo e quella di via Santa Sofia. Gratta gratta e sotto l'attuale "meloniano" esce fuori il vecchio missino e poi l'ancor più vecchio monarchico. Ecco lo spirito con cui decide, agisce e interagisce l'attuale sindaco di Catania. Quindi qualsiasi cosa si dica, anche se lui non è direttamente coinvolto, diventa un caso di "lesa maestà". Anche quando gestisce le cose come mai i suoi predecessori avrebbero fatto, persino quelli di centrodestra. La domanda finale è: a parte i roboanti annunci fatti in maniera inusuale (vedi quello del finanziamento per la Zona Industriale le cui modalità sono state contestate duramente dalla Federazione della Stampa), oltre a fare ridicoli video, con una dizione e un inglese abbastanza opinabili, e pubblicare post su Facebook, Trantino quando lavora per la Città?»