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Etna Valley sempre più centrale per l’Europa: a Catania 2 mld per i chip del futuro

La cifra dovrebbe essere destinata a finanziare la realizzazione di uno stabilimento alla StMicroelectronics sulla base di un progetto che vale complessivamente 5 miliardi

Di Giambattista Pepi |

Finanziare la produzione di semiconduttori con denaro pubblico. Per Bruxelles ora si può fare. La Commissione europea ha approvato un pacchetto di aiuti da 8,1 miliardi di euro di aiuti di Stato per la produzione di semiconduttori “Made in Europe”. 56 aziende di diverse dimensioni attingeranno al piatto per realizzare 68 progetti in 14 Stati membri: Austria, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia e Spagna.Di questo plafond di aiuti 2 miliardi di euro dovrebbero essere destinati a finanziare la realizzazione di uno stabilimento alla StMicroelectronics a Catania sulla base di un progetto che vale complessivamente 5 miliardi.

La Commissione spera che gli investimenti pubblici deliberati siano integrati da 13,7 miliardi di investimenti privati, mobilitando così complessivamente 22 miliardi da qui al 2032, quando tutti i progetti dovrebbero raggiungere la fase finale. I primi prodotti potrebbero essere disponibili sul mercato nel 2025. Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea e responsabile della concorrenza, Margrethe Vestager (che domani mattina, assieme al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, visiteranno proprio gli stabilimenti della StMicroelectronics a Catania) sottolinea che «i finanziamenti destinati a questi progetti sono ingenti». I fondi di cui parliamo fanno parte dei cosiddetti “Progetti importanti di interesse comune europeo” (IPCEI), chiamati così perché apportano benefici non solo ai Paesi che erogano gli aiuti, ma all’intera economia europea. Uno strumento chiave, visto che questi strumenti godono di un accesso più facile al denaro dei contribuenti.

In quanto principale garante delle regole di concorrenza, la Commissione Europea ha il mandato di esaminare e approvare qualsiasi sussidio che rischi di alterare l’equilibrio economico tra gli Stati membri e di innescare una gara sleale.La disciplina europea in materia, soprattutto prima della pandemia di Covid-19, è stata spesso considerata troppo restrittiva, ma la corsa sempre più agguerrita ai microchip (come spieghiamo nella pagina accanto) ha spinto Bruxelles ad adottare un approccio più indulgente, ritagliando esenzioni per consentire iniezioni di fondi pubblici a un ritmo più veloce e su scala più ampia.Intanto, la StMicroelectronics sta completando l’investimento di 730 milioni di euro (292,5 dei quali costituiscono una sovvenzione diretta dell’Ue attraverso lo Strumento per la ripresa e la resilienza) nella realizzazione a Catania di un impianto integrato per la produzione di substrati in carburo di silicio (SiC) in Italia per supportare la domanda crescente di dispositivi su questo materiale per applicazioni automotive e industriali che garantisce maggiore efficienza.L’impianto di produzione di substrati in SiC sarà il primo nel genere in Europa per la produzione in volumi di substrati epitassiali in SiC da 150 millimetri e integrerà tutti i passaggi del flusso produttivo. StM punta a sviluppare substrati da 200 millimetri nel prossimo futuro.

Questo progetto rappresenta un passaggio chiave per la progressiva attuazione della strategia di integrazione verticale di StM nelle attività in SiC. L’investimento di 730 milioni di euro in un arco di cinque anni avrà il supporto finanziario dello Stato nell’ambito del Pnrr e, una volta completato, creerà 700 nuovi posti di lavoro diretti. La leadership di StM nel SiC è il risultato di 25 anni di specializzazione e impegno in attività di ricerca e sviluppo, testimoniati da un ampio portafoglio brevettuale in processi chiave. Catania è da tempo per StM un sito importante per l’innovazione in quanto ospita il più grande centro di ricerca e sviluppo e produzione per il SiC, e contribuisce con successo allo sviluppo di nuove soluzioni per produrre dispositivi in SiC in quantità maggiori e qualità migliore.Con un ecosistema consolidato nell’elettronica di potenza, che include una proficua collaborazione a lungo termine tra StM e diversi stakeholder (l’Università, il Cnr e aziende coinvolte nella produzione di apparecchiature e prodotti) oltre a una vasta rete di fornitori, questo investimento rafforzerà il ruolo di Catania come centro di competenza globale nella tecnologia del carburo di silicio e per nuove opportunità di crescita.I prodotti avanzati STPOWER in SiC sono attualmente prodotti in grandi volumi negli stabilimenti di Catania e Ang Mo Kio (Singapore). Le attività di assemblaggio e collaudo si svolgono nei siti di back-end di Shenzhen (Cina) e Bouskoura (Marocco). L’investimento in questo impianto di produzione di substrati in SiC si fonda su queste competenze e rappresenta per StM un passo significativo verso l’approvvigionamento interno del 40% delle fette in SiC entro il 2024.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA