Foce del Forcile da oggi il mare torna balneabile: fine del divieto alla Plaia
L’assessore Andrea Guzzardi conferma la fine del divieto iniziato lo scorso 22 agosto
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Diamo la notizia: da poche ore alla foce del torrente Forcile è stato revocato il divieto di balneazione. Ad annunciarlo a “La Sicilia” è stato ieri pomeriggio l'assessore al Mare Andrea Guzzardi: «Attendiamo la pec ufficiale dall'Asp entro domani mattina (oggi, ndr) - ha spiegato - gli uffici sono avvisati per procedere alla rimozione dei cartelli di divieto». Stamattina il primo cittadino ha emanato l'ordinanza di revoca: il divieto era stato ordinato per Forcile e canale Arci dal sindaco Enrico Trantino lo scorso 22 agosto, poi riconfermato con l'ordinanza del 23 che revocava il divieto solo per il canale Arci. Nessuna risposta, invece, è arrivata dall'assessore all'Ecologia Massimo Pesce al quale avremmo voluto chiedere aggiornamenti sulla pulizia dell'area demaniale in cui proprio il Forcile sfocia. Unica notizia filtrata, il proseguimento della pulizia del Forcile all'altezza della rotonda dell'aeroplanino.
La riunione itinerante della Commissione consiliare Ambiente
Nel mentre, è sempre di ieri mattina la seduta itinerante della XI Commissione consiliare Ambiente, presieduta da Antonino Manara (Fratelli d'Italia) alla foce del canale Arci alla Plaia, con un passaggio anche al torrente Forcile. «L'ispezione era necessaria – spiega Manara – specie dopo quanto successo la scorsa settimana, fatti che per l'ennesima volta hanno scoperto il nervo di una situazione che tutti conoscono, ma non si è mai voluto davvero risolvere». Il riferimento non è solo alle piene dei due corsi d'acqua per la pioggia (breve, ma intensa) del pomeriggio di lunedì 19 che avevano trascinato a mare le acque di Arci e Forcile con quanto contenevano e alle soluzioni di emergenza prese, dalla rimozione di vegetazione e altro all'altezza della rotonda dell'aeroplanino per il Forcile, il ripristino della tura per l'Arci sulla Ss 114 alla confluenza con il canale Pantano e l'istituzione, dopo tre giorni, dei divieti di balneazione alle due foci. Il riferimento è anche al fatto «che i due corsi d'acqua devono incanalare solo acque piovane - spiega - certo non scarichi fognari o sversamenti che, come ormai palese, non riusciamo a impedire. La Commissione si adopererà in ogni modo per far sì che tutti gli organi competenti si attivino per risolvere il problema. Se in Arci e Forcile ci sono sversamenti e scarichi allora, finché ciò non verrà evitato, bisogna impedire che arrivino a mare. Il nostro mare della Plaia che è una risorsa e un bene comune da tutelare. La prossima commissione itinerante – garantisce già – la faremo al depuratore di Pantano d'Arci».
Venerdì incontro organizzato dal commissario alla Depurazione
A fare chiarezza su tutta la questione, inclusa la reale fase in cui ci troviamo del mega progetto di completamento delle fognature e potenziamento del depuratore e, parlando di Arci e Forcile, anche sui controlli sugli scarichi dalla zona industriale o sversamenti abusivi nei loro alvei, potrebbe essere il commissario nazionale alla Depurazione Fabio Fatuzzo, che è anche presidente di Sidra, la partecipata del Comune che si occupa del ciclo idrico integrato in città – acquedotto, fognatura e depurazione – e ha la competenza sui canali della zona industriale. Fatuzzo ha annunciato una conferenza stampa sul tema “Depurazione in Sicilia, stato e prospettive” fissata per venerdì alle 10.30 alla sala convegni del Centro direzionale della Città metropolitana in via Nuovaluce.
Le critiche dell'ex assessore Luigi Bosco
Ad entrare nella questione era stato in ben due post social anche Luigi Bosco, ex assessore della giunta comunale di Enzo Bianco ed ex assessore regionale alle Infrastrutture, riferendosi al sindaco Trantino e denunciando «gravi responsabilità della politica, senza nulla togliere agli sforzi che stai cercando di compiere nei limiti della capacità della tua squadra di governo». «Non bastano - prosegue Bosco - le tue rassicurazioni, le accuse di falsi allarmismi e le giustificazioni inammissibili quale quella di un presunto braccio di ferro fra Sie (il gestore unico del ciclo idrico integrato) e il commissario alla depurazione sugli interventi del piano fognature. Non è gradevole dopo anni, e finanziamenti ottenuti, verificare che non un solo cantiere è partito».