La devozione a Santa Rita e il legame con Papa Leone che nel lontano 2003 celebrò una messa a Catania
Nella chiesa di via Vittorio Emanuele l'omaggio delle rose e il racconto dell'arcivescovo Luigi Renna
È una storia di devozione, cuore e fede quella che ogni anno si rinnova in città in occasione delle celebrazioni in onore di Santa Rita, protettrice dei casi impossibili. E ieri, nella chiesa a lei dedicata, non solo i fedeli hanno omaggiato la santa delle tradizionali rose e pregato per la sua intercessione con Dio, ma hanno soprattutto ascoltato con grande emozione le parole dell’arcivescovo Luigi Renna e il racconto singolare della presenza di Papa Leone XIV nella comunità catanese.
La concelebrazione del 2023
Era il 3 maggio del 2003 quando l’allora priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, padre Robert Francis Prevost prese parte a una solenne celebrazione proprio nella chiesa di via Vittorio Emanuele. L’occasione fu il 25° anniversario dell’arrivo dei religiosi agostiniani maltesi nella città etnea, dove dal 1978 operavano con discrezione, radicandosi nel tessuto pastorale e sociale della comunità. A presiedere l’eucaristia fu l’allora arcivescovo Salvatore Gristina, oggi vescovo emerito, che in quella giornata condivise l’altare con numerosi confratelli dell’Ordine agostiniano. L’evento si svolse alla presenza di una chiesa gremita di fedeli, grati per quanto i religiosi maltesi avevano seminato in 25 anni di ministero tra le strade e le famiglie catanesi. Un momento che oggi acquista un significato straordinario, alla luce del cammino ecclesiale di Prevost, eletto vescovo di Roma con il nome di Leone XIV.
Il ricordo dell'arcivescovo Renna
L’arcivescovo Renna - oltre a ricordare le famiglie, le donne sposate infelicemente e i casi disperati e apparentemente impossibili - ha “donato” ai devoti presenti il ricordo del Santo Padre che ha avuto modo di conoscere da vicino la realtà di Catania. Papa Leone, infatti, durante la visita del 2003, ha celebrato nel centro storico e incontrato la comunità locale, apprezzandone la vita ecclesiale e il lavoro pastorale degli agostiniani. Un’esperienza breve, che oggi contribuisce a rafforzare il legame tra la chiesa catanese e il nuovo Pontefice.