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«La dispersione scolastica causa dei mali che affliggono la nostra società»

Ragazzi più vicini alla mala e determinati a sfidare lo Stato e le istituzioni

Amalia Zampaglione

30 Settembre 2023, 09:44

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La dispersione scolastica preoccupa. E probabilmente anche per questo è stato organizzato un convegno nazionale di due giorni dedicato al contrasto di tale fenomeno. Ciò a cura del Comitato del Centenario della nascita di Don Milani, con una prima tappa ai Benedettini e una seconda nell’istituto Rita Atria di Librino.

Dopo i saluti istituzionali della dirigente scolastica Concetta Patrizia Tumminia, si sono susseguiti gli interventi di dirigenti scolastici provenienti dal nord al sud d’Italia sul tema “L’azione delle scuole collocate in aree a rischio educativo, l’esercizio dell’autonomia come risorsa per non disperdere”. Varie le esperienze socializzate: la testimonianza della preside Giovanna Mugione, il cui istituto raccoglie iscrizioni di Rione Salicelle di Afragola, a nord di Napoli, un quartiere da oltre 10mila abitanti nato con la legge 219; la testimonianza della preside Giovanna Mezzatesta del “Bottoni” di Milano per la quale la scuola deve essere inclusiva, flessibile e assecondare le esigenze dei ragazzi; e ancora del preside Danilo Vicca del “Rossi” di Roma, con progetti e particolare sensibilità nei riguardi del tema dell’inclusione, del preside Giusto Catania del “Saladino” di Palermo, nel quartiere ex Cep, e ancora di Lorenzo Varaldo dell’istituto “Aleramo” di Torino e della preside Tiziana D’Isanto del “Confalonieri” di Napoli. A seguire gli interventi della professoressa Maria Tomarchio dell’Università di Catania su “Scuola e nuove povertà”; l’intervento di Agata Pappalardo sull’istituzione nell’Arcidiocesi di Catania, e primo in Italia, dell’ufficio diocesano per la dispersione scolastica, in risposta all’emergente povertà educativa e all’elevato numero di ragazzi che non frequentano o abbandonano la scuola.

Intervenuto da remoto anche padre Alex Zanotelli, sul tema “Tante Barbiana in campo. Scuole Popolari e Cpa”.

Infine in chiusura di mattinata l’intervento di Cristiano Corsini su “Liberare la valutazione dalla tirannia del voto” con la lettura di alcuni righi di “Lettera a una professoressa”,(1967): “Anche il fine dei vostri ragazzi è un mistero. Forse non esiste, forse è volgare. Giorno per giorno studiano per il registro, per la pagella, per il diploma. E intanto si distraggono dalle cose belle che studiano. Lingue, storia, scienze, tutto diventa voto e null’altro. Dietro a quei fogli di carta c’è solo l’interesse individuale. Il diploma è quattrini. Nessuno di voi lo dice. Ma stringi stringi il succo è quello. Per studiare volentieri nelle vostre scuole bisognerebbe essere già arrivisti a 12 anni. A 12 anni gli arrivisti sono pochi. Tant’è vero che la maggioranza dei vostri ragazzi odia la scuola. Il vostro invito volgare non meritava altra risposta”. Corsini ha parlato poi di “feticismo valutativo” che incide negativamente sulle possibilità di sviluppare una motivazione intrinseca verso l’apprendimento di cose belle e vive e definito la valutazione una forma di gestione di potere.
Nel pomeriggio tavola rotonda su "Cause strutturali della dispersione": a coordinare Giuseppe Speciale e Federico Ruozzi. Relatori Filippo Pennisi, presidente Corte d'Appello, che ha ringraziato i promotori del convegno per aver voluto individuare nella città di Catania il focus di un dibattito sul fenomeno che affligge il nostro territorio e che è causa principale o forte concausa di tutti quei fenomeni di devianza dei quali purtroppo la nostra città detiene dei primati negativi a livello nazionale; è l’intero territorio del distretto di Corte di Appello di Catania ad essere tra i più esposti dal punto di vista di devianza minorile che qui matura in contesti degradati, di periferie cittadine controllate dalla criminalità organizzata per lo più in carenza o in assenza di un apparato amministrativo che possa fornire servizio di prevenzione e di accompagnamenti pedagogici. Nella città esistono quartieri estremamente popolosi come quello di Librino che conta ben 60.000 abitanti e altri quartieri del centro storico e della periferia che costituiscono zone a rischio per l’assenza di servizi, di infrastrutture, con una concentrazione di fasce sociali emarginate culturalmente ed economicamente. La diffusa illegalità e la prossimità a contesti criminali anche di tipo organizzato, diventano condizioni di vita normale con l’esasperazione dei sentimenti di frustrazione e di rivalsa verso il tessuto sano della società e le istituzioni, con il fenomeno della separatezza dei quartieri. Non c’è osmosi tra le varie parti delle città.

Giuseppe Vecchio, Garante regionale dei diritti dell'infanzia, ha dato notizia dell’individuazione delle scuole a maggior rischio ed un progetto di contrasto alle povertà educative ed infine Giuseppe Pierro, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, ha fornito un contributo informando della creazione di osservatori di area per la dispersione scolastica, che costituiscono la struttura operativa che consente di rilevare il fenomeno, programmare e organizzare gli interventi e verificare le azioni intraprese. Infine Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, ha parlato di "Povertà educativa e indottrinamento criminale. Il progetto Liberi di scegliere". A concludere monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania, e Rosy Bindi presidente Comitato Centenario.